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Pescara, 12/04/2026
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Data: 02/10/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
La manovra e i tagli ai trasporti - Trasporto pubblico, l'allarme rosso della giunta Manca: se non si cambia, cittadini a piedi o in taxi. Confcooperative: date a noi i bus

UN CORO di proteste che si leva dai Comuni del bolognese per i tagli al trasporto pubblico, quasi un de profundis per l'Atc. La battuta che meglio sintetizza una giornata di allarmi è quella del presidente regionale dell'Associazione dei Comuni, Daniele Manca: «Quelli che possono si pagheranno i taxi, gli altri a piedi». Non è uno scherzo, ma un amara constatazione. Il sindaco Virginio Merola è seccato, la lettura mattutina dei giornali lo ha lasciato senza parole: «Ma come, il governo ha stanziato 73 milioni di fondi ex metrò per il bilancio di Parma e a noi niente? Chiediamo lo stesso trattamento». Intanto Palazzo d'Accursio si prepara alla rivoluzione della mobilità e non sarà una passeggiata. «Dovremo ripensare l'intero servizio dei trasporti» dice l'assessore al Traffico Andrea Colombo che fa un semplice conto: «Il finanziamento al trasporto pubblico locale nel 2012 passerà da 1,7 miliardi a 400 milioni. Con una riduzione del 75%. Non c'è aumento di biglietto che tenga. Il taglio della Navetta B, nella zona universitaria, è solo la punta dell'iceberg». Il vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi vede già l'ultimo viaggio dei bus in deposito, «perché così salta tutto il sistema». Venturiè pessimista anche sulla soluzione dei privati. Un'idea che però resta sul tavolo. Confcooperative non se lo fa dire due volte. È la sussidiarietà a quattro ruote. L'associazione attraverso il presidente regionale Maurizio Gardini chiede più spazio sulle linee più affollate garantendo risparmi del 30% all'ente pubblicoa parità di servizio. «Le nostre cooperative - spiega Gardini - oggi sono già un pezzo del trasporto pubblico locale». Un pezzo, a dire il vero, che copre soprattutto le tratte extraurbane e marginali, quelle per capirsi a bassa utenza. Eppure, fanno notare da Confcooperative, si tratta di servizi in attivo che molto spesso hanno un ruolo fondamentale nel colmare i "buchi' delle aziende pubbliche. Ora il mondo cooperativo chiede uno scatto ulteriore: «Pensiamo che sia giunto il momento di aprire una riflessione profonda sulla tenuta del nostro sistema. Va aperta con coraggio una pagina nuova». Dunque, via «alla privatizzazione trasporto pubblico dove possiamo assicurare lo stesso servizio a costo inferiore». La Cgil segue con ansia gli aspetti legati all'occupazione. Alberto Bellotti, segretario della Filt-Cgil di Bologna spiega così i suoi timori: «Mi preoccupa la conseguenza di questo, autisti che rimarranno fermi. E di casi in giro ce ne sono già parecchi: dal mese prossimo 1.500 autoferrotranvieri in cig a Napoli, 400 a Genova, 130 in Sardegna, 80 a Padova. E questo ancora per effetto dei vecchi tagli. Cosa succederà a Bologna dove l'Atc ha 2.200 dipendenti?». Il punto L'ASSESSORE Secondo Andrea Colombo, con questi tagli si dovrà ripensare l'intero servizio dei trasporti pubblici TRASPORTI Tagliati del 75% i fondi al trasporto pubblico, che passano da 1,7 miliardi a 400 milioni di euro l'anno CONFCOOPERATIVE Confcooperative è la prima a candidarsi a coprire una parte di trasporto pubblico: "Con noi risparmi di milioni di euro" CASO PARMA Il sindaco chiede al governo lo stesso trattamento riservato a Parma: "Per loro 73 milioni dal metrò.

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