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Data: 02/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
«Italia unita o non cresce» Napolitano. Il capo dello Stato da Napoli lancia un nuovo richiamo alla Lega

E sugli attacchi alla politica avverte: siamo tutti noi

ROMA. «O questo Paese cresce assieme o non cresce». Nuovo appello del capo dello Stato allo sviluppo del Sud e all'unità dell'Italia. A 24 ore dalla bordata contro le tentazioni secessioniste della Lega, Giorgio Napolitano dalla sua Napoli torna sul tema dell'unificazione del Paese. Scatenando nuove reazioni del Carroccio e il sostegno di Fini e Schifani. E quello molto meno scontato dell'ex sindaco sceriffo di Treviso. «La Padania è un diversivo, l'Italia è una e una sola e Napolitano ha fatto un richiamo all'ordine», ammette il leghista Giancarlo Gentilini.
«Si impreca molto contro la politica ma attenzione la politica siamo tutti noi», dice il presidente il giorno in cui l'imprenditore Diego Della Valle compra le pagine dei quotidiani per dare voce al suo dissenso: «Politici, ora basta». Napolitano non cita direttamente Della Valle ma il messaggio è forte e chiaro lo stesso. Per il presidente non è con il rifiuto della politica che si può «dare speranza ai giovani». Ma con l'esempio e il richiamo all'Unità. «Un'Italia divisa sarebbe restata ai margini del mondo moderno e sarebbe fuori dall'Europa», ribadisce all'inaugurazione del 200esimo anno accademico della facoltà di ingegneria all'università Federico II.
Poi, a distanza di qualche settimana dal suo intervento contro il sovraffollamento delle carceri italiane, il presidente incontra i ragazzi dell'istituto di rieducazione di Nisida. «Bisogna far vivere la Costituzione con una spinta dal basso perché i principi enunciati non bastano a realizzarne gli ideali» dice. «Cerco di rimanere imparziale davanti alle forze politiche: in alcuni paesi i capi di stato tagliano nastri, in Italia non è così, devo cercare di seguire vicende complicate cercando di restare imparziale», aggiunge. Infine ribadisce: «Il sovraffollamento delle carceri è una vergogna, non sono degne di essere umani». Ma ora non ci sono le condizioni per un'amnistia.
Ma è ancora sulla secessione che si concentrano le reazioni. «Condivido le parole di Napolitano, non esiste la Padania, esiste l'Italia come paese unico e indivisibile», dice il presidente del Senato, Renato Schifani. «Non c'è nulla da aggiungere: la Padania non esiste come non esiste la secessione», aggiunge Gianfranco Fini, preidente della Camera.
Sibillino Roberto Maroni. A chi gli chiede di commentare le parole di Napolitano, il ministro dell'Interno replica: Ha risposto oggi la Padania, non ho altro da aggiungere», dice riportando il titolo del foglio verde: «Io esisto e sono padano». «Non commento le dichiarazione dei rappresentanti delle istituzione», dice. Maroni è però ottimista sul futuro e si dice certo che i rapporti tra il Carroccio e il Quirinale non subiranno scossoni dopo le polemiche.

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