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Pescara, 12/04/2026
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Data: 02/10/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
Sul web e in radio i leghisti contro il Colle "Noi esistiamo, viva la Padania"

DICONO di esistere. Di essere un popolo. Di voler esercitare il proprio diritto all'autodeterminazione. Dopo le parole pronunciate ieri a Napoli da Giorgio Napolitano 1, la base leghista scalpita. Saltando oltre ogni forma di diplomazia istituzionale. Puntando il dito contro il presidente della Repubblica e affidando al web un'ininterrotta apologia della secessione. Tutto viene messo in discussione: l'unità nazionale, i principi della Costituzione, i simboli dell'Italia. In nome della Padania e di un fantomatico ritorno di uno stato Lombardo-Veneto. "Siamo padani ed esistiamo". Ma non mancano le critiche e le discussioni: "Cari legisti siete inconsistenti e approssimativi".

Le parole dei sostenitori del Carroccio rimbalzano sulle frequenza e sulla pagina Facebook di Radio Padania. Una lunga serie di analisi al limite della fantapolitica e, peggio, del vilipendio delle istituzioni: "Napolitano deve sentirsi sotto pressione. Quando uno è messo alle strette fa attacchi di questo tipo. Evidentemente ha paura della Padania". Ancora: "E' da sovversivi negare l'autodeterminazione dei popoli, è contro la Costituzione essere favorevoli alle guerre sporche. Noi esistiamo. O serviamo solo a pagare le tasse di questo Stato?". E in tanti richiamano il titolo in prima pagina della Padania: "Io esisto e sono padano".

I toni si fanno aspri. E non vengono risparmiate
critiche personali al presidente della Repubblica: "Napolitano è in Parlamento da sempre. Sarebbe uno come lui che vuole il cambiamento? Quelli come lui non vogliono cambiare nulla". E le parole del presidente suscitano preoccupazione: "Napolitano ha detto quelle cose? Stiamo attenti perché se le ha dette il massimo esponente dell'italianità qualche cosa può succedere". Poi attacchi anche a Violante e a Bersani: "D'altra parte il compagno Violante voleva mandare i carri armati in Padania e il compagno Bersani ha detto che ce la vuole far pagare. Stiamo attenti, Padania libera".

E ci aggiunge il suo anche il conduttore della trasmissione. Lanciandosi in un'equiparazione tra lo Stato italiano e una dittatura. "Da sempre le dittature hanno cancellato la memoria dei popoli. Lo hanno fatto Hitler, Stalin e Ceausescu. Stiamo attenti però perché non possiamo ritirarci come hanno fatto quelli che fecero la secessione dell'Aventino. Allora ci siamo beccati vent'anni di fascismo, ora non vorremmo avere vent'anni di comunismo". Tutto sottoscritto dal senatore leghista Roberto Mura, presente in studio.

Ma sulla pagina Facebook di Radio Padania, non mancano gli interventi di molti cittadini che difendono l'unità nazionale e le parole di Napolitano. C'è chi scrive: "L'ignoranza continua a regnare sovrana, accompagnata da slogan degni di una qualunque curva di uno stadio calcistico. C'è talmente tanta approssimazione, pochezza e inconsistenza in questi interventi che non vale la pena di rispondere". E le risposte sono tutte ispirate all'orgoglio verde: "La Padania da sola sarebbe la nazione più ricca del pianeta capace di competere con chiunque".

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