ROMA. Prima il manifesto di Confindustria con i cinque punti per la crescita, ieri la clamorosa uscita dell'imprenditore Diego Della Valle che ha acquistato una pagina sui maggiori giornali nazionali per lanciare un durissimo attacco alla politica.
Il clima si surriscalda intorno alla già rovente crisi economica del Paese, e la politica si sente accerchiata dalle iniziative che, in ordine sparso, l'imprenditoria mette in campo. Ma se il manifesto-ultimatum di Confindustria (con Abi, rete imprese, cooperative e Ania) trova anche consensi sui contenuti, e qualche protesta sul metodo, su Della Valle piovono molte critiche.
Il patron di Tod's ha usato la mannaia per colpire indistintamente a destra e a sinistra: «Lo spettacolo indecente e irresponsabile che molti di voi stanno dando non è più tollerabile da gran parte degli italiani e questo riguarda la buona parte degli appartenenti a tutti gli schieramenti politici» è l'incipit del lungo messaggio sui quotidiani. Che prosegue in un atto d'accusa che coinvolge tutti i partiti, colpevoli «di essersi allontanati dalla realtà delle cose e dai bisogni dei cittadini. Per Della Valle «solo una piccola parte della classe politica possiede queste caratteristiche, mentre il resto è composto da persone incompetenti che non hanno nessuna percezione dei problemi del Paese, della gravità del momento e tantomeno una visione mondiale degli scenari futuri che ci aspettano». Prosegue criticando anche quella parte dell'imprenditoria che ha sfruttato la politica, per concludere con un appello alle componenti «della società civile più responsabili, che hanno veramente a cuore le sorti del Paese..., per dare prospettive ai giovani, creare posti di lavoro, garantire una vita dignitosa». Le reazioni più dure sono arrivate dal Pd che non ci sta a essere buttato nel calderone con chi ha governato in questi anni.
Ma anche il presidente Napolitano ha commentato avvertendo: «E' un momento in in cui si impreca contro la politica, ma attenzione, la politica siamo tutti noi». E Rosi Bindi, vicepresidente del partito, impegnata in un dibattito a Chianciano con il banchiere Alessandro Profumo, pronto a scendere in politica con i democratici, replica al veleno: «Si può chiedere a Della Valle se tra i pochi politici bravi è ancora convinto che ci sia Mastella visto che è un suo sostenitore». E anche l'ex ad di Unicredit si è lanciato contro Della Valle, giudicando sbagliato il suo intervento. Alla pari di Cicchitto, Romano, Gelmini, Brambilla, Rotondi, La Russa, e molti altri del Pdl. Ma a chi, come Di Pietro, ha fatto capire che dietro all'interevento in verità ci sono le ambizioni politiche di Montezemolo, Della Valle aveva già risposto ieri su Repubblica: «Montezemolo? L'ho sentito quando avevo già deciso di farlo. E' solo un'idea mia».
Il segretario della Cgil Camusso ha risposto rimarcando la differenza tra maggioranza e opposizione, e rispondendo anche agli industriali: «Che le misure del governo sono depressive lo diciamo da tre anni, benvenuta Confindustria! Siamo d'accordo con loro che non ci sono misure per la crescita, ma il manifesto dà ancora l'idea che il prezzo lo debbano pagare i lavoratori, come sulle pensioni».
E il ministro Maroni, che ritiene in parte condivisibile il messaggio di Della Valle, replica anche alla Marcegaglia: «Si può discutere su tutto tranne che sull'abolizione delle pensioni di anzianità, un sistema che per la stessa Ue è stabile mentre per Confindustria è una cosa ideologica».