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Data: 02/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Cgil: persi 3mila posti nella scuola. Il sindacato: la Regione deve intervenire d'urgenza contro i tagli

Le flessioni più consistenti dell'occupazione si registrano nelle scuole primarie e in quelle superiori

PESCARA. La Flc Cgil regionale critica i tagli al personale scolastico e chiede l'immediato intervento della Regione, attraverso un ordinanza o un provvedimento specifico. Nell'anno in corso, infatti, sono venute meno 768 unità lavorative, di cui 378 docenti e 386 Ata (Ausiliari tecnici amministrativi), a causa dei tagli previsti dalla legge numero 133 del 2008, valida fino alla fine del 2012.
Secondo la Cgil, i posti di lavoro persi,se si considerano gli ultimi tre anni, salgono però a 3.432, di cui 2.195 docenti e 1.237 Ata.
Il sindacato - che auspica un'ampia partecipazione alla manifestazione nazionale per lascuola prevista per l'8 ottobre a Roma - parla di «un'emergenza», nonostante l'immissione in ruolo di 511 docenti e 639 collaboratori scolastici.
«Le immissioni, tanto pubblicizzate in maniera impropria durante l'estate», afferma il segretario regionale della Flc Cgil, Cinzia Angrilli, «riguardano la collocazione di precari in posti di lavoro vacanti e disponibili, che ovviamente non sono tutti i posti vacanti e disponibili. Tra l'altro il governo, con queste immissioni in ruolo, che sono un diritto dopo il drastico taglio dei precari, ha risparmiato 70 milioni di euro, perché non è vero che sono state fatte a costo zero, così come prevede la legge».
Un altro elemento che preoccupa la Flc Cgil è il calo degli studenti che, in base a dati elaborati in primavera, è di 708 unità. «Le flessioni più consistenti», sottolinea Angrilli, «si registrano nelle scuole primarie e in quelle superiori. Questo dato dimostra che non c'è stato un sistema per tenere dentro gli studenti e riafferma la necessità di classi in cui gli allievi siano seguiti dai docenti. Perdere gli alunni delle scuole superiori è gravissimo, non ce lo possiamo permettere».
Il sistema scolastico, a livello regionale, secondo Angrilli, regge solo grazie ai convitti: «Sono aumentati gli allievi convittori. Ci sono tre convitti nazionali, diversi istituti convittuali annessi alle superiori e abbiamo alunni di altre regioni che vengono in Abruzzo. E un dato di valore su cui investire, cercando, anche in questo modo, di salvare le nostre piante organiche».
Il sindacato, inoltre, critica i parametri seguiti per il ridimensionamento della rete scolastica. «La Regione ha aperto un tavolo tecnico», dice Cinzia Angrilli, «e noi abbiamo chiesto che sia posta l'attenzione sulle specificità territoriali. In Abruzzo l'applicazione della legge porterebbe 72 istituti su 252 a essere fuori norma e, quindi, a essere accorpati in strutture comprensive che abbiano almeno mille alunni».
Infine, negli istituti scolastici abruzzesi, la conseguenza principale della mancanza di organico, secondo i segretari provinciali della Flc Cgil, è il sovraffollamento delle classi, con i docenti costretti a concentrarsi sempre più sull assistenza e meno sulla didattica, la cui qualità si abbassa notevolmente.

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