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Data: 03/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Legge elettorale, Casini apre a Maroni «Meglio dare la parola ai cittadini»

Il referendum spacca la Lega. Calderoli: no elezioni, fase costituente. Di Pietro: concordo con Casini e Maroni, ora elezioni. Sconquasso nel Pdl. Napolitano: la Costituzione va amata e consolidata

ROMA - La Costituzione va amata e consolidata: lo ha ribadito oggi il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ricordando le vittime dell'eccidio nazista di Marzabotto e sottolineando che la nascita di un'Italia libera si deve a chi combattè nella Resistenza. Napolitano ha esaltato i valori e i principi della Costituzione. La carta fondamentale - approvata, ricorda il capo dello Stato, grazie alla convergenza di forze politiche diverse - va amata e consolidata in nome di quegli stessi principi che sono base della Repubblica. Intanto si accende il dibattito sulla legge elettorale.

La marea di firme contro il "porcellum" scompagina la mappa delle alleanze e, dopo aver portato scompiglio dentro il Pdl, ora torna ad agitare le acque nella Lega. Il via libera al referendum da parte del ministro leghista Roberto Maroni, letto come un'accelerazione verso il voto anticipato, viene infatti "stoppata" dal collega Roberto Calderoli, che torna ad insistere sulla necessità di una riforma in due atti. Prima quella costituzionale e poi quella elettorale. Per «trasformare l'attuale legislatura in una legislatura costituente». Un percorso lungo che, infatti, anche a volerlo accelerare al massimo, porterebbe il tutto a ridosso dell'estate: fuori tempo massimo per chiedere una chiusura anticipata della legislatura. Questa è «la via maestra», sentenzia il berlusconiano Fabrizio Cicchitto. Ma a favore di Maroni si schiera, a sorpresa, il leader centrista, Pier Ferdinando Casini: «Maroni ha ragione. Meglio dare
la parola ai cittadini».

Casini: vi stupirò, ma per me Maroni ha ragione. «Con questa questa maggioranza è impossibile fare una riforma della legge elettorale condivisa, quindi, pur senza nostalgie per il mattarellum, meglio dare la parola ai cittadini» sostiene il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che nel suo blog concorda con Maroni, sulla necessità di ascoltare il segnale dato dai cittadini. «La mia posizione sulla legge elettorale è chiarissima. Sono per il sistema proporzionale tedesco e non ho alcuna nostalgia per le ammucchiate né per le decine di minipartiti dell'epoca del mattarellum. Peraltro, il Terzo Polo e l'Udc esprimono un'esigenza reale nel Paese e, con qualsiasi sistema elettorale, saranno decisivi per governare l'Italia. Per questo, vi sorprenderò, ma trovo che Maroni abbia perfettamente ragione. Con una maggioranza come questa, in stato confusionale, fare una legge elettorale seria e condivisa è come scalare l'Everest a piedi nudi. Molto meglio dare la parola ai cittadini, che è sempre un grande fattore di democrazia».

La spaccatura nella Lega sembra ora fare da spartiacque anche tra chi auspica una riforma della legge elettorale e chi spera nelle elezioni anticipate, chi tifa per le preferenze e chi rema contro. Anche se, a parole, tutti, prendono le distanze dal "porcellum", a partire dal ministro che l'ha varata. «La Lega e il sottoscritto erano a favore del Mattarellum. Fummo ricattati da Casini per introdurre un sistema proporzionale, da Fini che voleva le liste bloccate e da Berlusconi che voleva il premio di maggioranza, con la collaborazione della sinistra che non disse nulla» dice Calderoli che ricorda: «Fui il primo a definire il nuovo sistema una porcata».

Di Pietro: sono d'accordo con Casini e Maroni, ora elezioni. «Una volta tanto sono d'accordo sia con Casini sia con Maroni: i tempi sono maturi per andare ad elezioni - dice Di Pietro - D'altronde, non ci sono alternative se non si riesce a cambiare la legge elettorale in questa legislatura. Quindi le strade sono due: o elezioni subito o referendum. L'Italia dei Valori è disponibile ad entrambe le soluzioni. Da tempo questo Parlamento, screditato e senza dignità, non rappresenta più gli italiani».

Si tratta, quindi, di una partita complicata che vede il Pdl stretto tra l'esigenza di cercare di portare a termine la legislatura, confermando però l'impianto maggioritario della legge elettorale, e quella di cercare coinvolgere i centristi di Casini.

Il Pd deve ora incastrare questa nuova variabile nella strategia volta ad accelerare l'alternativa di governo. «Per quanto ci riguarda noi siamo ancora lì con con la nostra proposta che dopo le firme sul referendum è ancora più sentita: Berlusconi faccia un passo indietro, facciamo un governo di responsabilità nazionale per fare anche la legge elettorale» dice Rosi Bindi che però aggiunge: «Temo che il premier si stia convincendo di andare a votare a subito».

Lunedì il Pd riunirà il direttivo ma intanto è nel Pdl che la grana sulla legge elettorale porta sconquasso, soprattutto dopo che il segretario Alfano aveva promesso modifiche per il ritorno delle preferenze. «La legge elettorale che abbiamo adesso è un' ottima legge solo che si introducano le preferenze» dice il ministro La Russa, ma non tutti la pensano così.
«Ripristinare le preferenze significa moltiplicare i costi della politica, favorire il voto di scambio» avverte Giuliano Cazzola.
«Ci siamo dimenticati i candidati designati in collegi uninominali "sicuri" senza alcun rapporto con il territorio?» incalza Maurizio Gasparri. Perplessità che esprime in modo diretto il pidiellino Carlo Ciccioli: «La riforma della legge elettorale, per essere approvata,
necessita del consenso degli attuali parlamentari. Quindi, per ottenere il risultato, le uniche possibilità sono confermare l'attuale legge con l'introduzione della preferenza unica con una piccola quota bloccata in ogni circoscrizione - ad esempio: 1 o 2 capolista bloccati, poi libera scelta - oppure con collegi maggioritari ma con seggi assegnati».

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