CAMPOBASSO. Cinque anni fa il presidente del consiglio piombò in Molise quattro volte in un mese per sostenere il governatore Michele Iorio. Ora, in vista delle elezioni regionali del 16 e 17 ottobre, non solo non si è fatto vedere, ma il "BERLUSCONI" a caratteri cubitali che campeggiava sotto il simbolo del Pdl è scomparso.
Il motivo? Nessuno dà risposte ufficiali ma, in privato, i colonnelli del Pdl molisano sembrano non avere dubbi: «Il Cavaliere fa perdere voti».
Sembra passata un'epoca da quanto visto in Abruzzo nel 2008. Nelle ultime elezioni regionali abruzzesi il nome del cavaliere sovrastava il nome di Gianni Chiodi nel simbolo Pdl. Erano gli anni del Berlusconi che arrivava da Roma e partecipava a comizi e incontri. Stessa cosa avvenne nel 2009 in Sardegna, dove il premier ingaggiò un duello quasi personale con l'ex governatore Renato Soru.
La musica è cambiata lo scorso maggio. Berlusconi prende in mano la campagna elettorale per le comunali e Letizia Moratti affonda. A Napoli il candidato del centrodestra Gianni Lettieri telefona a Denis Verdini supplicandolo: «Convinci il presidente a non venire».
Berlusconi scende in campo lo stesso e prende i fischi in una piazza Plebiscito semivuota. Stessa storia per i referendum elettorali di giugno: il Cavaliere fa appelli per l'astensione e trascina milioni di elettori alle urne.
Segnali che devono aver fatto pensare il Popolo della libertà molisano. Iorio punta a diventare presidente della Regione per la terza volta consecutiva e sfida un candidato centrosinistra anomalo: Paolo Di Laura Frattura, fino a pochi mesi fa suo collaboratore ed ex candidato nella lista di Forza Italia. Il governatore uscente è in testa ai sondaggi nonostante qualche problema giudiziario. Mentre, secondo le rilevazioni Demos, il gradimento popolare di Berlusconi è sceso dal 35% del dicembre 2010 al 22,7% del settembre di quest'anno.
Numeri che sembrano aver convinto Iorio a correre senza l'aiuto del Cavaliere.
E la scomparsa del nome di Berlusconi dal simbolo è solo uno degli indizi. Abbiamo già detto che il premier non ha fatto tour elettorali in Molise, ma non sono in agenda neanche videomessaggi e collegamenti telefonici.
Del resto, nelle manifestazioni pubbliche Berlusconi non viene quasi mai citato. E, quando qualcuno fa il suo nome, lo fa in modo tutt'altro che positivo: «Iorio non è Berlusconi», ha detto il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, per giustificare l'alleanza con il Pdl.
Iorio da parte sua cerca di minimizzare: «Il simbolo del Pdl», spiega il candidato presidente del Molise, «è cambiato per privilegiare quello del candidato sul territorio. Comunque, non sono tra quelli che pensano che il nome di Berlusconi sia negativo, chiaro? Quanto ai comizi con lui, ne avevamo parlato tempo fa, ma al momento non ce ne sono in programma».