Così l'arcivescovo metropolita dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, ha risposto ai giornalisti che, a margine della conferenza stampa di presentazione del convegno nazionale "I cattolici e l'Unità d'Italia", gli hanno chiesto se si aspetta una convocazione da parte della Procura, come già accaduto al vescovo ausiliare Giovanni D'Ercole, ascoltato sabato scorso dal pm in relazione alla truffa sui cosiddetti "fondi Giovanardi".
"L'ho già detto in passato - ha aggiunto l'arcivescovo - mi fido sempre delle persone fino a quando non mi dimostrano il contrario".
Commentando quanto riportato oggi dalla stampa sull'intenzione di Fabrizio Traversi, fulcro della Fondazione "Abruzzo solidarietà e sviluppo", di creare una rete con tutte le diocesi d'Abruzzo e Molise anche altri 4 milioni di euro per il turismo religioso, Molinari ha detto "Per quello che so io erano solo ipotesi loro".
Molinari ha poi voluto ribadire le buone intenzioni della Curia nella partecipazione al progetto della Fondazione.
"Ci è stato detto - ha chiarito - che serviva per dare un aiuto proprio a chi è stato più ferito dal terremoto. Purtroppo poi anche le cose più belle, se chi le porta avanti non ha buone e rette intenzioni, possono degenerare. Ci viene rimproverato di aver avuto poca prudenza".
"L'avvertimento di Gesù è sempre valido - ha aggiunto - bisogna essere semplici come le colombe ma astuti come i serpenti. Ci è mancata questa astuzia, ma questo non significa che abbiamo agito con intenzioni recondite di truffare e rubare chissà che cosa, questo è al di fuori assolutamente dalla nostra visione delle cose".
Monsignor Molinari ha poi annunciato che mercoledì prossimo si terrà una riunione della Ceam (Conferenza episcopale abruzzese e molisana) proprio nella sede aquilana della Curia. "Una riunione prevista da tempo, poi gireremo in tutte le diocesi", ha concluso.
L'ex assessore della Provincia dell'Aquila Mimmo Srour, raggiunto da avviso di garanzia insieme al sindaco di San Demetrio ne' Vestini (L'Aquila), Silvio Cappelli, e il sociologo dell'Eurispes Nicola Ferrigni, è stato interrogato questa mattina dal pm Antonietta Picardi.
Al termine dell'interrogatorio Srour, assistito dall'avvocato Paolo Vecchioli, ai cronisti del Centro ha detto: ''mi fidavo dei vescovi, lo rifarei per il bene dei piccoli comuni".
L'inchiesta dalla Procura della Repubblica dell'Aquila ha portato agli arresti domiciliari, oltre a Fabrizio Traversi anche Gianfranco Cavaliere, 36enne medico aquilano, accusato anche lui di aver tentato di distrarre fondi attraverso un sistema di onlus, fondazioni e associazioni ingannando rappresentanti istituzionali, tra cui molti sindaci.
SROUR INTERROGATO PER TRE ORE
"Rifarei qualunque cosa per promuovere i piccoli comuni. Io mi fidavo dei vescovi. E, per giunta, la delibera sull'ingresso della Provincia dell'Aquila nella Fondazione non è stata presentata da me ma dall'ufficio di presidenza".
Sono queste le parole di Mimmo Srour, ex assessore regionale e provinciale, rilasciate al termine dell'interrogatorio di tre ore davanti al pm della Procura dell'Aquila Antonietta Picardi.
Srour è indagato nell'ambito dell'inchiesta "Attenti a quei due", che ha portato agli arresti domiciliari di Fabrizio Traversi, romano di 62 anni, e il medico aquilano 36enne Gianfranco Cavaliere, insieme al sindaco di San Demetrio ne' Vestini (L'Aquila), Silvano Cappelli, e al sociologo dell'Eurispes Nicola Ferrigni.
"Non avevo motivo per non fidarmi - ha aggiunto Srour, che è assistito dall'avvocato Paolo Vecchioli - Nella fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo c'erano i vescovi e associazioni non profit. Lo stesso sottosegretario Carlo Giovanardi era a conoscenza della struttura".
Sulla delibera di ingresso nella Fondazione, la numero 32 del 22 luglio 2010, Srour ha ribadito: "Quando è stata votata io mi trovavo a Roma. Al telefono mi venne detto che c'erano stati problemi con la maggioranza, mentre la minoranza si era astenuta".
"C'è una intercettazione telefonica - ha detto l'avvocato Vecchioli - tra il mio cliente e Cavaliere in cui quest'ultimo senza mezzi termini sollecitava Srour ad avere un occhio di riguardo sulla vicenda della Fondazione. Ebbene Srour gli ha risposto che c'era da rispettare le regole".
Sempre stamane gli avvocati Attilio Cecchini e Angelo Colagrande, rispettivamente legali di Cavaliere e Traversi, hanno presentato istanza per la revoca dei domiciliari.
PEZZOPANE: ''GIOVANARDI SI CHIARISCA LE IDEE''
"Sull'assegnazione dei fondi per il sociale, il sottosegretario Carlo Giovanardi ha ancora le idee un po' confuse".
Lo afferma in una nota l'assessore alle Politiche sociali del Comune dell'Aquila Stefania Pezzopane.
"In una dichiarazione del 24 settembre, all'indomani della notizia dell'inchiesta per tentata truffa, il sottosegretario ha affermato di voler bloccare i 12 milioni di euro. Due giorni dopo, in un comunicato stampa pubblicato anche sul sito del dipartimento delle Politiche della famiglia - aggiunge la Pezzopane - Giovanardi afferma l'esatto contrario. E cioè di voler assegnare quei fondi sulla base della graduatoria approvata lo scorso 12 settembre".
"Qual è dunque la linea che il sottosegretario intende seguire? - si chiede la Pezzopane - Bloccare i finanziamenti o assegnarli? Dica con chiarezza quale strada intende seguire".
"Così come continuiamo a chiedere chiarezza sulla graduatoria - ricorda l'assessore - per la quale abbiamo inoltrato da più di due settimane al presidente della Regione, Gianni Chiodi, una richiesta formale di accesso agli atti, senza ricevere ancora alcuna risposta".
"Sulla graduatoria va fatta piena luce, mentre i 3,1 milioni per l'ex Onpi, progetto presentato dal Comune dell'Aquila, sono stati già impegnati - spiega la Pezzopane - come afferma anche il comunicato del dipartimento e il Provveditorato alle opere pubbliche sta completando le procedure di gara.
"Su quest'ultimo intervento - conclude - auspichiamo la massima celerità".
GIOVANARDI: ''CONFUSO E' IL COMUNE DELL'AQUILA''
"Continuo a ritenere che le idee confuse sui fondi della ricostruzione per L'Aquila ce l'abbiano gli amministratori di quella città e non il governo".
Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi replica all'assessore alle Politiche sociali del Comune dell'Aquila, Stefania Pezzopane, che oggi in una nota ha parlato di "idee confuse" di Giovanardi sull'assegnazione dei 12 milioni dei fondi destinati al sociale dopo il terremoto.
"Per quanto ci riguarda - afferma il sottosegretario con delega alla Famiglia - con più di due anni di ritardo e non certo per nostra responsabilità, eravamo finalmente in grado di procedere all'assegnazione dei 12 milioni di euro stanziati nel 2009 dal Dipartimento per le politiche della famiglia, 3 dei quali per la realizzazione di un progetto proposto dal Comune dell'Aquila e i restanti 9 per progetti proposti anche da altri Comuni del 'cratere' sulla base di una graduatoria stilata da una commissione mista Stato-regione, in virtù di un bando pubblico".
"Per noi questi sono i soggetti beneficiari - conclude Giovanardi - ma avendo appreso dalla stampa di essere parte lesa di una eventuale, tentata truffa nei nostri confronti, prima di liquidare tali somme ci aspettiamo che la magistratura faccia rapidamente piena luce".
TRUFFA FONDI SOCIALE: DE SANTIS (IDV), ''VESCOVI TORNINO A OCCUPARSI DI ANIME''
L'AQUILA - "In attesa che la giustizia faccia il suo corso e che i vari Traversi, Cavaliere e altri possano dimostrare la loro innocenza, al di là dei comportamenti delle persone a me interessa che le istituzioni coinvolte in un modo o nell'altro traggano le dovute e conseguenti decisioni, riconoscendo l'errore di partecipare a Fondazioni che nascono per sfruttare o approfittare dei fondi destinati ai cittadini o alla ricostruzione della città".
Lo afferma Lelio De Santis, da pochi giorni riconfermato segretario cittadino dell'Italia dei valori dell'Aquila.
"Finora segnali positivi non si vedono - aggiunge De Santis - e il rischio è che come in passato, per i tanti altri scandali, finisca tutto in una bolla di sapone, senza che nulla cambi nei comportamenti e nei rapporti dei rappresentanti delle istituzioni con i procacciatori di affari e con gli spregiudicati, che ridono e vedono come un'opportunità di arricchimento personale il dramma del terremoto".
"C'è bisogno di una risposta ferma da parte di tutti. C'è bisogno che emerga un sentimento di indignazione popolare. C'è bisogno che le istituzioni facciano la loro parte - propone l'esponente dipietrista - la Provincia e i Comuni escano subito con atto formale dalla Fondazione; il presidente Gianni Chiodi dica pubblicamente che non aveva rapporti particolari con i personaggi inquisiti; l'arcivescovo, Giuseppe Molinari, e l'ausiliare, Giovanni D'Ercole, riconoscano pubblicamente le loro responsabilità o le loro complicità, e dicano ai fedeli che mai più si occuperanno di cose o di fondi, ma solo di anime o di solidarietà verso più deboli".
"Una città alle prese con una complicata e difficile ricostruzione deve poter recuperare un pizzico di fiducia nelle istituzioni locali e un'indispensabile dose di speranza nella possibilità di combattere il malcostume e il malgoverno - conclude De Santis - che stanno in varie forme dominando la vita politica cittadina".