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Pescara, 12/04/2026
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Data: 04/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Le donne del Cav scelgono i ruoli. Fadil: io persona offesa. Ambra e Chiara parti civili

MILANO. Solo alcune delle donne o quasi del Presidente. Età non troppo lontane, ma ruoli differenti. Nicole Minetti imputata, 26 anni compiuti a marzo, Ambra e Chiara parti civili poco più che diciotteni, la marocchina Imane Fadil «osservatrice», 26. Era affollato il settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano dove il giudice per l'udienza preliminare Maria Grazia Domanico, ha deciso il processo per Emilio Fede, Lele Mora e Nicole.
E' lei l'ex aspirante soubrette, ex igienista dentale e poi consigliere regionale lombarda per il Pdl a sorprendere i cronisti con il suo arrivo. Sfila tra una piccola folla in jeans, maglietta e giacca nere, un piccolo crocifisso, tacchi a spillo. La giovane donna, che durante un interrogatorio davanti ai pubblici ministeri confidò di essere stata legata sentimentalmente al Premier, forse cerca conforto quando dice: «Sono a pezzi. Stanotte non ho dormito per l'agitazione, sono molta stanca»; certo è che il viso perfettamente truccato non ha lasciato i segni di una notte senza riposo. Nicole dice di essere «tranquilla e fiduciosa» a chi le domanda cosa si aspetta dal processo, e risponde a chi le chiede perché alle precedenti udienze, il 27 giugno e l'11 e il 13 luglio, non si era presentata, «sono qui perché ci tenevo a farmi vedere dal giudice».
A farsi vedere come «osservatrice» è arrivata anche Imane Fadil, marocchina, anche lei su vertiginosi tacchi a spillo e inguainata in jeans attilattissimi, smorzati da una camicia bianca.
«Sono qui - ha spiegato la ragazza - perché mi ritengo persona offesa e per guardare in faccia chi mi ha dato della bugiarda». In aula c'erano altre due ragazze, Ambra e Chiara, studentesse piemontesi pentite di aver accettato l'invito ad Arcore, che hanno chiesto e ottenuto di essere parti civili nel processo. Il giudice per loro, che avevano abbandonato una festa indignate, aveva riconosciuto il danno di immagine creando un precedente che potrebbe aver indotto Imane a presentarsi in procura. Dal 21 novembre al processo davanti ai giudici della quinta sezione penale si discuterà anche di questo e l'altra marocchina del caso Ruby, se vorrà, potrà chiedere di essere ammessa come parte civile.

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