MILANO - Un dato politico da rispettare, qualunque esso sia: «Il quesito referendario è politico, va rispettato, cercare delle alchimie per bypassarlo». Parola del ministro degli Esteri, Franco Frattini, che invita a prendere in seria considerazione la consultazione referendaria sul sistema elettorale, evitando scappatoie in extremis come la modifica del Porcellum ventilata nel Pdl da La Russa e Cicchitto, sebbene con toni diversi: «Quando si chiamano i cittadini a parlare - ha spiegato Frattini - serve rispetto e proprio perché il quesito è politico la risposta non può essere burocratica». Il ministro rispondendo a una domanda, ha detto di non sapere se vi saranno elezioni anticipate, ma «il cuore del quesito non è far finire la legislatura ma permettere che quando si voterà i cittadini possano scegliere da chi sono governati».
E MARONI CORREGGE IL TIRO - Il ministro dell'Interno è contrario al voto anticipato. Maroni ha voluto chiarire che dietro le dichiarazioni rilasciate a seguito della consegna delle firme non c'è alcun intento di andare al voto anticipato: «Sono tutti retroscena infondati. Io ho detto solo quello che ho detto. Le interpretazioni sono frutto della libera fantasia di chi interpreta. io ho detto un'altra cosa: ho parlato solo del referendum», ha detto Maroni uscendo dalla sede di via Bellerio, dove ha incontrato Umberto Bossi. Interpellato poi sulle parole di Bossi secondo cui molti nella Lega «parlano a vanvera», il ministro dell'Interno ha evitato di rispondere.