PESCARA. Un'amministrazione che ha mirato finora a contenere le spese, garantendo il lavoro ai dipendenti nonostante la diminuzione dei finanziamenti prevista dalla legge regionale. Michele Russo, presidente della Gtm, fa un bilancio delle spese sostenute dall'azienda di trasporto pubblico locale e, dati alla mano, smentisce i sindacati che parlano di sprechi da parte dei vertici dell'azienda.
Per cominciare, il presidente fa un appunto alle cifre rese note sulla partecipazione all'ultimo sciopero del personale della Gestione trasporti metropolitani dello scorso 26 settembre. «I dati di cui parlo sono dati ufficiali», sostiene, «forniti dall'ufficio Personale dell'azienda e dalla direzione di esercizio. Il personale in sciopero ha sfiorato il 44%. Il restante 56% è rimasto in servizio. Se fosse stato un referendum, sarebbe stato un disastro», ironizza contraddicendo i Cgil e Uil Trasporti che avevano parlato di partecipazione dei lavoratori al 90%. «Non fa mai piacere a un'azienda che vi sia malcontento tra i propri dipendenti», precisa Russo, «ma le informazioni date ai lavoratori e alla collettività devono essere corrette».
Il presidente analizza poi voce per voce le spese della Gtm, iniziando da quelle per la consulenze e per la rappresentanza. L'amministrazione Russo viene nominata ad agosto 2009 e da allora le spese per consulenze commerciali, legali e di rappresentanza hanno subito un decremento che, dalla vetta di quasi 200mila euro annui sfiorata nel 2008 è passato ai circa 40mila del 2011. Tra i dati si nota un picco di spesa nel 2010: «E' relativo ad alcuni casi di contenziosi con aziende che abbiamo trasformato in consulenze», spiega Russo. «Si tratta di casi che in caso di soccombenza in giudizio sarebbero costate all'azienda più di 700mila euro, e che invece abbiamo trasformato in collaborazioni, riuscendo comunque a ridurre fortemente l'importo di spesa per consulenze nel 2011».
Un discorso a parte meritano i dirigenti. Dalle 4 unità del 2008 e del 2009 si è passati alle 5 del 2010, «quando è stato assunto il vice direttore generale», puntualizza il presidente della Gtm, alle 3 unità da giugno del 2011. Lo stesso per quello che riguarda gli organi collegiali: dai 140mila euro spesi nel 2008 si è passati a meno di 100mila nel 2011. Quanto ai lavoratori, Russo ribadisce che in virtù dei tagli previsti dalla Finanziaria Regionale, l'azienda ha subìto una riduzione dei finanziamenti pari al 10%. Tale riduzione non ha però determinato licenziamenti, ma, «attraverso un'oculata politica di risparmio», ha consentito all'azienda di mantenere il personale. E per i lavoratori che da part time attendono di essere trasformati in full time? Per loro la Gtm ha siglato un accordo di secondo livello, l'8 settembre 2011, sottoscritto da Fit Cisl, Faisa Cisal e Ugl. Entro la fine del 2014, 40 lavoratori passeranno da contratto part time a tempo pieno.