L'AQUILA. "Dare un'anima" al Documento di Programmazione economico regionale 2007-2009 prevedendo un programma chiaro su come affrontare questioni rilevanti a partire dal debito e dal deficit strutturale. Due emergenze che stanno rendendo molto arduo il lavoro di costruzione del bilancio e della finanziaria 2007 che la maggioranza di centrosinistra vuole approvare entro il 31 dicembre, evitando così l'esercizio provvisorio. La richiesta è parte integrante del documento inviato dalle segreterie regionali di Cgil, Cisl ed Uil alla Giunta regionale. Il sindacato chiede l'indicazione concreta di un'idea e di una linea complessiva: per questo, con la concertazione sul Dpefr 2007-2009 ancora in atto, ha voluto inviare all'esecutivo regionale una memoria "intermedia" con una serie di osservazioni.
La lista delle emergenze e la richiesta di un piano di azione concreto nel prossimo triennio secondo i sindacati è da esplicitare anche su tematiche molto attuali come il reperimento di risorse per investimenti e politiche di sostegno, il recupero dell'ingente massa di residui passivi, l'individuazione di una politica regionale delle entrate e della lotta all'evasione, la rottura dei compartimenti stagni tra programmazione e bilancio, direzioni e bilancio, Province e Regione, e il rientro dalle maggiorazioni fiscali. Riguardo alle tasse, Cgil, Cisl ed Uil si oppongono all'istituzione di una tassa di scopo, prevista nel capitolo sui problemi prioritari della proposta di Dpefr, almeno fino a quando non verranno a cadere gli aumenti della pressione fiscale previsti fino al 2009 nel piano di risanamento della sanità consegnato al Governo nazionale. Corpose le richieste sul tema Sanità: i sindacati ripropongono all'assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazocca l'istanza di integrare il piano di risanamento con la consegna oltre che del cronoprogramma sull'azione di rientro economico anche di quello sul territorio. L'obiettivo è conoscere la quantità e la tempistica con cui verranno dirottate risorse dall'ospedale al territorio. I sindacati vogliono evitare la politica dei due tempi tra risanamento e tagli e riforma ed investimenti. Un capitolo a parte è dedicato alla necessità di collaborazione tra gli assessorati alla Sanità e al Sociale ritenuta la base per avviare la riforma della salute in Abruzzo. Perciò è stata chiesta la scrittura a quattro mani delle rispettive schede da calare nel Dpefr. In tema di sviluppo economico due le questioni prioritarie: la legge-quadro sull'industria e la concertazione triangolare con i grandi gruppi.