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Data: 05/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Bus pieni, pendolari a piedi. I viaggiatori bloccano i mezzi e chiedono all'Arpa la corsa bis

VAL VOMANO. Ore 7.55, a Val Vomano di Penna Sant'Andrea scatta la rivolta dei pendolari. Gli autobus dell'Arpa (provenienti da Teramo e dalla costa) arrivano già pieni alla fermata e così i viaggiatori che ogni giorno si spostano verso L'Aquila cercano di bloccarne due, stracolmi. Chiedono di non essere lasciati a piedi e vogliono che arrivi una nuova corsa bis prima che gli altri mezzi ripartano alla volta del capoluogo.
Alla fine i bus riprendono la strada verso L'Aquila, mentre chi è rimasto a terra sarà costretto ad aspettare ancora mezz'ora prima che l'Arpa invii un altro autobus per trasportare i passeggeri "in eccesso". Così, chi era arrivato alla fermata con l'intenzione di prendere la corsa delle 7.25 ha dovuto attendere oltre un'ora prima di poter salire sull'autobus.
I pendolari infuriati sono soprattutto lavoratori e studenti, nella maggior parte dei casi abbonati, che ogni mattina si recano all'Aquila con la corsa delle 7.25. Da due giorni a questa parte questa sembra però un'impresa impossibile.
Lunedì il bus è arrivato quasi pieno. Alcune persone sono salite lo stesso e hanno viaggiato in piedi fino all'Aquila, le altre rimaste a terra non hanno potuto far altro che aspettare le corse successive (visto che nessuna corsa bis è stata predisposta dall'azienda). Ieri si è ripetuto lo stesso copione e così è esplosa la rabbia dei pendolari, che hanno ottenuto il bis.
«Siamo stanchi di questa situazione, paghiamo gli abbonamenti che sono anche aumentati e viaggiamo tutto l'anno», spiega uno di loro, «se gli autobus partono da Teramo già pieni è normale che servano corse bis. Invece siamo stati costretti a viaggiare anche in piedi e oggi (ieri, ndc) ad aspettare più di un'ora, così molti di noi sono arrivati anche in ritardo al lavoro».
Secondo il direttore dell'Arpa Michele Valentini il maggior afflusso di pendolari sarebbe da ricondurre all'inizio delle lezioni universitarie all'Aquila. «Tanti studenti non hanno più casa e quindi viaggiano», ha spiegato, «ma bisogna capire quali sono i flussi e quelli verso L'Aquila sono davvero difficili da gestire per la particolare situazione che c'è. Comunque, da domani metteremo sicuramente dei bis».
Della possibilità di istituire invece nuove corse non se ne parla proprio, come spiega il presidente dell'Arpa Massimo Cirulli. «Se quest'anno c'è stato un taglietto ai fondi per il trasporto pari al 10%, per l'anno prossimo si annuncia una vera e propria amputazione», ha commentato, «la possibilità di corse aggiuntive è esclusa, considerando che c'è già stato un aumento della frequenza sulla tratta Giulianova-Teramo. Ad alimentare il problema degli autobus pieni ci sono anche i nuovi mezzi acquistati dalla società, che sono moderni e inquinano meno ma hanno una capacità di carico minore, vale a dire dieci posti in meno dei vecchi autobus».

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