FIRENZE.Sedici arresti per gli appalti Trenitalia e Sepsa truccati: č il risultato dell'inchiesta battezzata "Espresso" e guidata dalla Procura di Firenze, che ha messo in luce l'attivitą di un'organizzazione costituita da funzionari e dipendenti di societą a partecipazione pubblica e imprenditori concorrenti, capace di falsificare le gare d'appalto: le aste venivano aggiustate attraverso cartelli tra imprese finalizzati da un lato ad aumentare la probabilitą di aggiudicarsi l'offerta, e dall'altro a redistribuire successivamente il lavoro aggiudicato a una delle societą del gruppo.
Nove sono le persone finite in carcere (imprenditori e dipendenti dell'azienda campana di trasporto pubblico Sepsa), sette quelle ai domiciliari (funzionari di Trenitalia e imprenditori), mentre complessivamente gli indagati sono 42, con perquisizioni effettuate in 19 cittą.
Secondo gli investigatori della squadra mobile di Firenze e della Polfer toscana, le ipotesi di reato ravvisate sono truffa, peculato, corruzione, rivelazione di segreti e falsitą di varia natura.
Con una nota Trenitalia ieri ha spiegato «che gią lo scorso 17 febbraio l'amministratore delegato del Gruppo Fs, Mauro Moretti, aveva pubblicamente denunciato durante un convegno l'assenza di trasparenza nelle attivitą svolte dalla struttura tecnica fiorentina di Trenitalia, parlando espressamente di un cancro da estirpare», con successive veriche che avevano portato «all'allontanamento di dirigenti e quadri». Trenitalia ha annunciato che si costituirą parte civile «per tutelare i propri interessi e ottenere il risarcimento dei danni». «Noi siamo la vera parte lesa di questa vicenda»