Iscriviti OnLine
 

Pescara, 12/04/2026
Visitatore n. 753.050



Data: 05/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Camusso contro Marchionne «La Fiat torna all'Ottocento». La Lega: anche le aziende pubbliche escano da Confindustria. Il titolo precipita Guidi, ex vicepresidente degli imprenditori: «Torino fa bene, altri pronti ad andarsene»

ROMA. Lo strappo di Marchionne spinge i falchi di Confindustria, quelli più apertamente filo-governativi, a uscire allo scoperto per cercare la resa dei conti interna e col sindacato. Al punto che Susanna Camusso, leader della Cgil, commenta che quella di Marchionne «è la scelta di non rispettare le regole» aggiungendo che «i famosi grandi innovatori stanno tornando a ricette ottocentesche».
Nel giorno in cui la Fiat cola a picco in Piazza Affari (Fiat industrial -8,46%, l'auto -7,47%, Exor -7,05%), arrivano le dichiarazioni esplosive di Guidalberto Guidi, ex vicepresidente della Confindustria, sullo Statuto dei lavoratori «che andrebbe preso e buttato nel cestino» perchè «ha gradatamente messo un virus che ha contagiato la capacità di fare impresa e quindi la competitività». Guidi si schiera apertamente con Marchionne e contro la Marcegaglia rivelando che il problema è proprio la libertà di licenziamento e la volontà per le imprese di avere mano libera. «Gli imprenditori dicono due cose - afferma Guidi - non vogliono l'obbligo di avere un sindacato in fabbrica e vogliono potersi liberare di un dipendente di cui non hanno più fiducia».
Sotto attacco dunque la leadership e la linea della Marcegaglia. Nelle stesse ore dalla Lega due parlamentari hanno chiesto al Tesoro di far uscire le aziende pubbliche da Confindustria. Linea che spinge Guidi ad annunciare nuove defezioni da Confindustria. Lo prende alla lettera Giorgio Jannone, presidente e amministrarore delegato delle Cartiere Paolo Pigna (e deputato del pdl) annunciando lo strappo da Confindustria della sua azienda, «perché fa politica». Ma Jannone non fa testo, attacca Vincenzo Boccia, presidente della Piccola industria di Confindustria, «è parlamentare di maggioranza, il che la dice lunga». Boccia nega che ci sia «disgregazione» in Confindustria e, rispondendo al ministro Sacconi, afferma che «non è mai stata così forte» anche se non manca «chi punta dividere il mondo imprenditoriale».
Principale sospettato dell'asse con Marchionne sull'articolo 8 della manovra, il ministro del welfare ieri ha espresso «preoccupazione» per lo strappo Fiat-Confindustria, auspicando una ricomposizione. Sono «lacrime di coccodrillo» gli risponde l'ex ministro pd Cesare Damiano che imputa a Sacconi di aver favorito la strada «di una totale balcanizzazione del sistema che non ha niente a che vedere con la ricerca di maggiore competitività».
Per Susanna Camusso, la cosa più «grave» è che di fronte all'operato del Lingotto c'è «un governo che fa da sponda all'idea di togliere le regole e di scaricare tutto sui lavoratori». Fabbrica Italia, afferma, «sembra sempre più una chimera. Sta diventando come il piano per il Sud». Infatti, per quanto riguarda la nuova produzione di Suv a marchio Jeep, annunciata sempre da Marchionne per lo stabilimento di Mirafiori a partire dalla seconda metà del 2013, Camusso afferma che «il Suv è andato è venuto dagli stabilimenti di Mirafiori credo ormai tre volte».Anche per la Fiom il Suv non basta, «rischia di essere insufficiente a garantire l' occupazione di Mirafiori». Critico con Marchionne anche Bonanni (Cisl).

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it