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Pescara, 12/04/2026
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Data: 06/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica in fermento - Elezioni in vista, alleanze già a rischio. Nel centrosinistra l'Idv apre la competizione con il Pd, il centrodestra scuote le sue Province

PESCARA - Accadono cose strane, negli schieramenti politici già in campagna elettorale per le amministrative di primavera. Accade che nel centrosinistra sia di colpo iniziata la competizione interna in passato causa di sonore batoste elettorali (crescere in voti a svantaggio non dell'avversario ma dell'alleato), e che nel centrodestra si odano sinistri schricchiolìi in direzione delle fin qui solide amministrazioni provinciali.
L'intervista rilasciata al nostro giornale dal leader Udc abruzzese Rodolfo De Laurentiis ha, come noto, aperto di fatto la campagna elettorale. De Laurentiis apriva alla possibilità di intese con il centrosinistra, e in risposta incassava il gradimento del segretario regionale del Pd Silvio Paolucci e di gran parte del partito, la buona disponibilità del segretario di Sel Gianni Melilla e un'attenzione molto cauta dal coordinatore dell'Idv Alfonso Mascitelli, che commentando la novità lanciava ammonimenti al Pd affinchè evitasse fughe in avanti. Il fatto è che l'Idv era fresca del colpo mediatico di Vasto, con il trio neoulivista Di Pietro-Vendola-Bersani ottimamente sfruttato da Di Pietro che conquistava vantaggio su un Bersani prima riottoso e poi coinvolto, e la mossa di Paolucci di aprire una linea di credito all'Udc di fatto spostava di nuovo la barra dell'iniziativa, nel centrosinistra, verso il Pd. Cosa che l'Idv poco gradisce. Il secondo ammonimento, è cosa dei giorni scorsi, l'ha lanciato al Pd il capogruppo Idv alla Regione Carlo Costantini: «Il Pd si tiri fuori dal Patto per l'Abruzzo, nessun contatto con Chiodi». Ultimatum cui replicava con fermezza Camillo D'Alessandro, capogruppo democrat: «Non ci facciamo dire da nessuno cosa fare». In tal modo D'Alessandro, il più critico del Pd nei confronti della possibile intesa con l'Udc, di fatto si trovava contrapposto proprio al partito del centrosinistra scettico quanto e se non più di lui sul progetto delle larghe intese. Ma il terzo atto ha reso chiara l'apertura della competizione interna al neoulivismo, ed è storia di ieri l'altro, martedì: Costantini ha puntato dritto proprio su D'Alessandro rivendicando la primogenitura del progetto, approvato in Consiglio regionale, di abolizione del vitalizio per i consiglieri. Immediata e dura la replica di D'Alessandro. E l'eventuale asse trasversale nel centrosinistra contro l'intesa con il Terzo polo si infrange sull'altare della competizione elettorale interna.
Altra sponda: centrodestra. Irritati dai conciliaboli Pd-Udc, i capi della coalizione che governa la Regione avevano trovato occasione di rilancio nell'arrivo dei fondi Fas aprendo la loro campagna elettorale con dichiarazioni roboanti, squilli di tromba, rivendicazione dei meriti di Chiodi e della sua maggioranza nella conquista dei preziosi fondi europei.
D'un tratto, si apre la crepa delle Province: Pescara e Chieti traballano, qui per Pescara Futura e lì per Fli, ma ad amplificare i disagi c'è sempre il Pdl. I pidiellini qui incamerano un esponente del gruppo Masci (minacciando anche gli equilibri alla Regione), lì vogliono farla finita con i finiani, e la patata bollente ustiona le mani dei presidenti Guerino Testa e Enrico Di Giuseppantonio. Specie quelle di Di Giuseppantonio, Udc, che pure si è mostrato il meno disponibile, nel suo partito, a sostenere l'apertura al centrosinistra e che soffre più di ogni altro il commissariamento della sua formazione politica, lui che ne era coordinatore regionale. Lui, critico con il centrosinistra e orgogliosamente alla guida di un'amministrazione in coalizione con il centrodestra, di colpo da quel centrodestra, Mauro Febbo in primis, si ritrova messo nel mirino: «Scegli tra noi e Fli, tra il governare o meno».
Accadono cose strane negli schieramenti politici, ma la campagna elettorale è iniziata e c'è chi vuole prendere vantaggio, a costo di mettere a repentaglio la tenuta delle alleanze. Ma in primavera si faranno i conti e lì si vedrà il valore reale degli strateghi d'ottobre.

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