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Pescara, 12/04/2026
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Data: 06/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Politica in fermento - Crisi in Provincia il Pdl vuole accogliere il dissidente Ruggero

D'Ottavio: tornerà in maggioranza Costantini: le Province sanno solo litigare vanno soppresse

PESCARA. Il consigliere provinciale Lino Ruggero non retrocede dalle sue posizioni, disconosce provocatoriamente il suo ex segretario Vittorio Mingione di Pescara futura-Rialzati Abruzzo - «non so chi sia», dice - e torna a ribadire i motivi che l'hanno convinto a lasciare il partito della lista civica di Carlo Masci: «Non è la ricerca di una poltrona, ma la tutela degli interessi di Montesilvano». Da circa una settimana, la maggioranza del presidente della Provincia Guerino Testa è diventata più risicata, ha perso un consigliere: con l'uscita di Ruggero dal partito di Pescara futura-Rialzati Abruzzo, il consiglio si trova con 12 consiglieri di maggioranza e 12 di opposizione. Il primo banco di prova sarà il consiglio previsto per il 12 anche se Ruggero, diventato indipendente, ha già annunciato il suo voto con il centrodestra sugli equilibri di bilancio. «Sono coerente», dice, «ho già votato in commissione e lo stesso farò in consiglio». Il segretario provinciale Mingione ha raccontato che il gesto di Ruggero è stato dettato dalla ricerca di una poltrona: «Ruggero ci ha chiesto la presidenza del consiglio provinciale, una richiesta caduta nel vuoto anche perché quel posto è gia occupato da Giorgio De Luca». Ma oggi Ruggero replica a Mingione: «Non conosco Mingione, ma se è l'uomo che voleva fare l'addetto stampa in Provincia allora dico che il partito è una monarchia e io non ci sto a fare il suddito. Sono uscito dalla maggioranza perché devo tutelare chi mi ha dato il mandato elettorale a Montesilvano e quindi difendere quelle che per me sono le priorità nei lavori pubblici come Stella Maris. Fare il presidente del consiglio provinciale, inoltre, non è una carica che si sceglie. Non voglio trucidare il presidente Testa», prosegue Ruggero, «vorrei soltanto che arrivasse a soluzioni concrete sui lavori pubblici e su Montesilvano, senza comunque nulla togliere agli altri comuni». Intanto, si fanno insistenti le voci che dicono che il consigliere potrebbe tornare in maggiornaza e scegliere il Pdl. Ruggero smentisce ma intanto il Pdl sarebbe pronto ad accoglierlo. E' l'assessore provinciale Angelo D'Ottavio a spiegarlo e a interpretare lo stato d'animo del consigliere indipendente: «Ruggero è un professionista e una persona valida: riconosce la bontà della giunta ma chiede solo che si apra una riflessione. Sono convinto che si iscriverà al Pdl». Intanto, sulla prima crisi della Provincia interviene l'opposizione. Il capogruppo Idv in consiglio regionale Carlo Costantini insiste sull'inutilità delle Province: «Se avessero qualche cosa di concreto da fare avrebbero di certo meno tempo per litigare. E invece non sapendo di cosa occuparsi, ecco che tutti i giorni non trovano di meglio che litigare. Le Province vanno soppresse e la prova è nel mezzo milione di firme che ha sostenuto la nostra proposta di soppressione». Corrado Di Sante, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, dice: «La giovane squadra dell'amministrazione Testa ripresenta tutti i vizi della vecchia politica: le liste civiche portatrici del rinnovamento, al banco di prova, hanno suonato l'interesse esclusivo per le poltrone: prima vanno a casa meglio sarà».

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