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Pescara, 12/04/2026
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06/10/2011
Il Centro
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Politica in fermento - Legge elettorale, si cambia. Mercoledì il voto in commissione. Via anche il listino. Sospiri (Pdl): approveremo l'articolato, qualche dubbio resta sulle soglie di sbarramento per le liste dei partiti |
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PESCARA. Si fanno veloci tempi per l'approvazione della nuova legge elettorale regionale che archivierà il vecchio Tatarellum, una versione regionale del rimpianto Mattarellum, la legge nazionale surclassata dal calderoniano Porcellum. Il presidente della commissione regionale Statuto Lorenzo Sospiri ha firmato ieri la convocazione dell'organismo consiliare per mercoledì 12. «Per quella data avremo l'approvazione dell'articolato», assicura il presidente baipassando il dibattito sull'abolizione del listino (la lista dei nominati del presidente eletto) che si è subito aperto tra i partiti dopo il voto del Consiglio regionale che ha cancellato i vitalizi dei consiglieri, seconda regione in Italia dopo l'Emilia Romagna. Nel testo di riforma che andrà al voto in aula è infatti già prevista la cancellazione della norma. «Sull'abolizione del listino siamo siamo tutti d'accordo», dice Sospiri. Ma alcune perplessità restano. Il tema del listino infatti non è banale e non è solo una questione di casta e di privilegi. Lo fa notare il presidente del Consiglio Nazario Pagano quando ricorda lo spirito originario del provvedimento («Garantire la governabilità nell'era dell'elezione diretta del presidente», ma anche favorire l'ingresso in consiglio di «personalità di qualità»). In realtà il listino è nel tempo diventato sempre più una camera di compensazione dei partiti e sempre meno la lista del presidente. Martedì la consigliera del Pdl Federica Chiavaroli aveva però invitato i colleghi a evitare fughe in avanti in mancanza di una riforma complessiva del meccanismo elettorale. Puntualmente ieri il capogruppo di Rialzati Abruzzo Antonio Prospero ha presentato la sua proposta di cancellazione del listino (Prospero si era già distinto per aver bruciato sul filo di lana il Pd nella presentazione della proposta per l'abolizione dei vitalizi). «Mi auguro che la proposta non inneschi polemiche, così come è successo per la legge sui vitalizi», ha detto Prospero. «Sono altresì certo», ha aggiunto, «che la mia iniziativa sarà condivisa da tutto il Consiglio regionale» Da tutto il consiglio? Sospiri considera l'iniziativa dell'alleato «una sciocchezza», poiché, dice l'esponente Pdl, «il consigliere Prospero sa che la legge in discussione in commissione verrà approvata». Ma l'abolizione di quello che Sospiri definisce un «sistema medievale», lascia aperte alcune questioni, per esempio quella della rappresentanza delle donne. «Su questo occorrerà un ulteriore approfondimento», dice infatti Sospiri, che non ha escluso interventi sul testo tra l'approvazione in commissione e l'arrivo in aula. Per quanto riguarda le altre novità previste dalla legge di riforma, restano i collegi provinciali ma vengono ritoccate le quote di sbarramento per i partiti che presentano liste proprie. Sarà del 2% per chi si presenta in coalizione, salirà al 4% in almeno due collegi provinciali per il partito che si presenta da solo con un proprio candidato presidente. Le ultime resistenze in Commissione sono proprio sulle soglie di sbarramento che chiaramente penalizzano le piccole formazioni. La legge prevede anche un premio di maggioranza con recupero degli eletti sulla lista proporzionale. Vengono invece mantenute le preferenze, anche se nel Pdl in passato c'era stata la tentazione di introdurre anche in Regione il sistema parlamentare delle liste dei nominati. Sarà invece bloccato il numero dei consiglieri: 40 più due (il presidente eletto e lo sfidante sconfitto). Si tratta dello stesso numero previsto dallo statuto vigente, ma l'attuale legge elettorale permette in alcune condizioni di sforare sul numero massimo previsto, e infatti l'attuale consiglio conta 45 membri. «Con il blocco dei seggi risparmiamo dai 2 ai 3 milioni l'anno», dice infatti Sospiri. Ma la partita dei numeri non finisce qui. Perché sul Consiglio regionale abruzzese, così come sugli altri consigli, incombe la manovra del governo che all'articolo 14 prevede la riduzione dei consiglieri regionali abruzzesi a 30 più uno (il solo presidente eletto, lo sconfitto andrebbe a casa). Un provvedimento inviso da tutti i consigli regionali italiani che in questi giorni stanno decidendo se ricorrere alla Corte Costituzionale contro il provvedimento. «Intanto noi mettiamo il blocco del numero a 40 consiglieri, dice Sospiri, «poi si vedrà».
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