FIRENZE - Mazzette in cambio di appalti truccati. L'obiettivo era ottenere bandi su misura. Alcuni imprenditori pagavano funzionari di Trenitalia per commesse su pezzi di ricambio o opere di manutenzione. Il giro di corruzione è stato scoperto dalla Procura di Firenze: 42 le persone iscritte sul registro degli indagati, 9 agli arresti in carcere, 7 ai domiciliari. L'epicentro della rete di corruzione, che interessava quasi tutte le regioni, era Firenze. Secondo il procuratore capo del capoluogo toscano, Giuseppe Quattrocchi si trattava di un sistema ben oleato e organizzato. Lo stesso amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti tempo fa aveva dichiarato che nella sede di Rete Ferroviaria Italia di viale Spartaco Lavagnini a Firenze «ci sono dei cancri». Precisando che sono stati «allontanati 39 dirigenti». E che le Ferrovie sono «la vera parte lesa di questa vicenda».
Gli appalti sospetti sono una decina, il loro ammontare è compreso tra i 500 mila euro ed i 3 milioni. Le indagini hanno preso il via dall'esposto di un imprenditore - poi indagato perché ritenuto coinvolto nei reati - secondo il quale i funzionari chiedevano il 3 per cento dell'appalto. Lo scambio di favori avveniva anche con regali, come viaggi e Ipad, dalle carte emerge che il cartello garantiva l'alternanza nell'aggiudicazione dei bandi e una sorta di spartizione dei profitti. Sotto inchiesta gli appalti dell'azienda campana Sepsa. Sarebbero stati pilotati per essere assegnati a un cartello di ditte.
Pezzi vecchi al posto di pezzi nuovi e prezzi lievitati ad arte erano gli strumenti più facili di corruzione. Il sistema era quello dei bandi-fotografia. «Se si vuole fare un appalto - ha spiegato il procuratore Quattrocchi - e si vuole favorire qualcuno, si ricalca il bando in base a quello che questo qualcuno può fare». Inoltre i bandi uscivano con tempi brevi di aggiudicazione, in modo da favorire chi li conosceva in anticipo. Gli imprenditori erano di fatto associati in un cartello sleale, nominato dagli stessi la fratellanza nel quale le gare venivano aggiudicate a rotazione tra i membri.
«Sono una escort, più mi paghi e più te ne faccio, più mi paghi e la prestazione è maggiore», spiegava al telefono un funzionario di Trenitalia a un collega. Che ribatteva: «Tu dare denaro e vedere cammello, appena non dare più denaro, cammello smettere di camminare». Tutto si ferma senza benzina. Curioso anche il vocabolario in codice: il fiore, equivale a una possibile ricompensa per il funzionario che abbia fornito un aiuto indebito, mentre l'espressione «dormire con la tetta in bocca» viene riferita al presidente di commissione, che, secondo gli inquirenti, è complice.
Preoccupanti i risvolti sul versante della sicurezza per i viaggiatori, come spiega Lorena La Spina della Polizia ferroviaria: «I rischi sulla sicurezza si possono presentare fornendo beni di qualità inferiore». Mentre il procuratore aggiunto Giuseppe Soresina ha spiegato di «non poter escludere eventuali ripercussioni sulla sicurezza del trasporto ferroviario benché questo non fosse oggetto di indagini».