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Pescara, 12/04/2026
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Data: 06/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica in fermento - Tessera del Pdl per Ruggero che va allo scontro con Masci. Lui frena: «Lite sul programma». Pescara futura avvisa Testa

In attesa del valzer delle poltrone in Provincia, se mai ci sarà, i primi effetti dello scontro interno a Pescara Futura s'annunciano nel cambio di casacca di Lino Ruggero, passato o pronto a passare al Pdl. «Ha appena fatto la tessera del nostro partito» hanno confermato ieri fonti autorevoli di sponda berlusconiana. Di segno opposto la dichiarazione del diretto interessato, «si continuano a dire cose non vere su di me» si schermisce Ruggero, il quale non fa però mistero del suo obiettivo dopo lo strappo insanabile tra lui e l'assessore Ruggeri, anch'egli di Pescara Futura, per una rotatoria da 250mila euro a Elice: costringere il presidente Guerino Testa a rimescolare le carte in modo da revocare incarichi a Pescara Futura, che sia l'assessorato di Ruggeri o la presidenza del consiglio provinciale di De Luca. L'imemdiato altolà lanciato ieri dal partito di Carlo Masci e ribadito dal coordinatore provinciale Vittorio Mingione - «i nostri rappresentanti non si toccano» - conferma l'alta tensione provocata nel centrodestra da una questione nata come bega di partito, e ancora oggi considerata tale da esponenti del Pdl, che minaccia però di esplodere con ripercussioni imprevedibili a Palazzo dei marmi e non solo. «Se il Pdl ritiene di dover assegnare incarichi a un proprio iscritto è padrone di farlo, ma non a spese nostre o altrimenti si tornerà alle urne e ognuno farà le alleanze che riterrà più opportune» ribadiscono dal quartier generale di Masci, ricordando l'esito delle ultime elezioni a Collecorvino e a Picciano (con i fedelissimi di Testa silurati da Pescara Futura). «Un braccio di ferro con Pescara Futura non avrebbe senso - è la premessa di esponenti berlusconiani - ma è evidente che le conseguenze si avrebbero perfino in Regione, dove Masci è assessore del Pdl». Detta così si capisce che litigare non conviene a nessuno come è vero che nessuno accetta l'idea che l'intero consiglio provinciale finisca a casa, «non lo farebbero mai, anche perché tanti consiglieri vivono di politica» è la cruda verità riaffermata nei corridoi di Palazzo dei marmi.
Lino Ruggero tiene ferma la posizione: «Nessun problema ad andare a casa, visto che ho un'attività imprenditoriale, e non c'è da parte mia nessuna questione di poltrone. Tra l'altro la presidenza del consiglio si ottiene per elezione e non per nomina. Semmai sono altri i fissati con incarichi e prebende - ha detto prendendo di mira Masci -. Il nodo è sul programma e non appena il presidente Guerino Testa mi farà avere il cronoprogramma delle opere da portare avanti deciderò se continuare ad appoggiarlo o no». Stella Maris, i tre ponti sul Saline, la casa famiglia «già pronta e oggi bersaglio di vandali a Marina di Città Sant'Angelo» sono le opere che Lino Ruggero vorrebbe in cima alla lista delle priorità.
In tale scenario la ruggine interna a Pescara Futura pesa eccome: «E' ora di realizzare le opere che gli elettori ci hanno chiesto, anziché pensare di spendere 900mila euro per il percorso di Ironman, beninteso in territorio di Elice e Città Sant'Angelo» attacca Ruggero tirando ancora in ballo l'assessore Ruggeri, «cifra poi ridotta della metà con la modifica del tracciato». Sconcertato, l'Idv segue alla finestra il teatrino. «Da ente inutile a campo di battaglia per litigi incomprensibili: quel che vediamo in Provincia è l'emblema di un sistema politico e di un assetto istituzionale che non sa relazionarsi con la realtà - dice Carlo Costantini, capogruppo in consiglio regionale -, la prova è nel mezzo milione di firme che hanno sostenuto la nostra proposta di soppressione delle Province».




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