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Pescara, 12/04/2026
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Data: 07/10/2011
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
L'agenzia Moody's declassa l'Abruzzo. Masci: «Retrocessione di soli 2 punti Siamo andati meglio di altre regioni» (Guarda il video)

PESCARA L'agenzia di rating Moody's declassa l'Abruzzo insieme ad altri 29 enti pubblici. La Regione scende di grado, da A2 a Baa1, a due giorni dalla retrocessione della Repubblica Italiana, passata da Aa2 ad A2. Il giudizio non comporterà oneri aggiuntivi e non influirà sulle politiche di sviluppo annunciate dalla Giunta Chiodi. Il rapporto dell'agenzia americana, però, nel descrivere le condizioni in cui versano gli enti appartenenti alla stessa categoria dell'Abruzzo, utilizza toni aspri: «Le regioni in questo gruppo mostrano risultati di bilancio modesti e tendenzialmente volatili, livelli di indebitamento moderati o elevati e criticità strutturali nel settore sanitario». Prova a ribaltare la prospettiva Carlo Masci, assessore regionale al Bilancio. «L'Italia è stata declassata di tre livelli, al pari di regioni virtuose quali Lombardia, Veneto e Toscana - osserva Masci -, noi siamo scesi solo di due gradini e la riduzione delle distanze dallo Stato e da altre Regioni, seppur minima, indica che Moody's ha valutato positivamente la strada intrapresa». Resta il fatto che i giudizi formulati dall'agenzia americana assegnano all'Abruzzo un rating superiore soltanto a Lazio, Campania e Calabria, le altre tre regioni alle prese con il piano di rientro, e al Comune di Napoli, maglia nera degli enti italiani. Sullo stesso gradino dell'Abruzzo si collocano il Molise e il Comune di Civitavecchia, mentre tutti gli altri enti, anche lo Stato, vantano un rating più elevato. Il downgrade, tuttavia, non rappresenta una bocciatura delle politiche di bilancio effettuate dalla Regione, ma esprime una valutazione di sistema attinente il quadro macro-economico. «Sul nostro bilancio Moody's si è espressa nel giugno scorso, confermando il giudizio positivo - prosegue l'assessore -; il riequilibrio dei conti della sanità, il contenimento della spesa e del debito, e l'impegno a non indebitarci in futuro sono fattori che hanno prodotto grande apprezzamento da parte dell'agenzia». I principali elementi che hanno determinato la formazione del giudizio sono il deterioramento del contesto operativo e le pressioni derivanti dal consolidamento dei bilanci locali, imposto dal governo centrale. «Un declassamento ampiamente previsto, frutto di una rivisitazione complessiva dei rating su scala nazionale ed europea - rimarca Masci -, Moody's non poteva ignorare che il restringimento delle risorse a disposizione degli Stati produrrà effetti a cascata sugli enti locali». Basti pensare che su 175 milioni di euro provenienti dai trasferimenti ordinari, l'Abruzzo subirà una riduzione di 137 milioni di euro nel 2011, e riceverà 154 milioni di euro in meno nel 2012. «Se avessimo proseguito con le politiche di indebitamento della Giunta che ci ha preceduti, oggi saremmo al default - dice l'assessore -, invece continueremo a utilizzare solo fondi statali ed europei». Un'analisi che suscita qualche rammarico in Masci: «Proprio in considerazione di questo nostro enorme sforzo, Moody's avrebbe potuto mostrare un po' più di coraggio, retrocedendoci di un solo gradino e lasciandoci nella fascia A».

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