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Pescara, 12/04/2026
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Data: 07/10/2011
Testata giornalistica: La Gazzetta del Mezzogiorno
«Uniamo le aziende nella gestione dei servizi» L'Amat effettuerà una ristrutturazione e ha chiesto collaborazione ma sinora s'è detto disponibile solo il Ctp

Il bagno al capolinea del porto mercantile è fuori servizio a causa dei persistenti atti di vandalismo che hanno distrutto tutto l'arredo. L'Amat sta predisponendo un nuovo sistema di porte a chiusura elettrica con l'obiettivo di renderlo inaccessibile a malintenzionati e vandali e di renderlo fruibile negli orari di funzionamento dei bus urbani ed extraurbani». E' quanto si legge in una nota-stampa a firma del presidente dell'Amat, Walter Poggi. Ma a fine agosto fu lo stesso Poggi a dichiarare alla «Gazzetta» l'intenzione di individuare strade alternative contro lo stato di abbandono di questi servizi pubblici. Tra le proposte, non c'erano quindi solo le porte a chiusura elettrica, ma anche l'ipotesi di gestire il bagno insieme alle altre aziende di trasporto che usufruiscono di questo capolinea, oltre alla possibilità di chiedere un pagamento simbolico agli utenti. «Questi servizi igienici - dice Poggi -, pur essendo di proprietà dell'Amat, vengono utilizzati da un gran numero di passeggeri che viaggiano a bordo con le altre aziende di trasporto extraurbano oppure sui mezzi a lunga percorrenza. E quindi, anche se magari vengono puliti nelle prime ore della mattina, a mezzogiorno sono già in condizioni precarietà. Perciò ho pensato di suggerire a tutte le aziende di trasporto che utilizzano il terminal del porto mercantile di unire le proprie risorse per realizzare servizi igienici adeguati. Ma sinora nessuno ha colto la proposta tranne il Ctp, il Consorzio dei trasporti pubblici, col quale ci risentiremo nei prossimi giorni. L'idea di far pagare una somma per l'accesso al bagno è invece tramontata perché per la custodia ed il decoro di questi luoghi occorrerebbero almeno due persone e, considerando il numero degli utenti, dovremmo richiedere non meno di 2-3 euro. Francamente mi sembra troppo».

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