La rsu: "Si vende, non si vende, si fa la gara, non si fa più... Non si capisce più niente e il sindaco ci ignora"
Gli autisti vanno allo scontro "Contro i privati tutti in sciopero"
Sciopero. A questo punto lo sciopero degli autisti è l'unica cosa certa nell'orizzonte Ataf. Lo conferma per oggi (24 ore tranne le fasce di garanzia dalle 6 alle 9,15 e dalle 11,45 alle 15,15) la rsu dell'azienda dove siedono tutti i sindacati interni all'Ataf: Cgil, Cisl, Uil, Cobas, Faisa, Ugl. Una compattezza che fa dubitare sia possibile oggi salire su un bus a Firenze. «Contro la privatizzazione», resta la parola d'ordine dello sciopero. Nonostante ora baleni l'idea che forse il sindaco Renzi non vuole più vendere l'azienda. «Non ci fidiamo di notizie apprese solo su Facebook e sui giornali. Si vende, non si vende, si partecipa alla gara regionale, non si partecipa. Non si capisce più niente e il sindaco ci ignora. E' inutile che ci accusi o ci lanci appelli tramite terzi, se avesse voluto poteva venire al tavolo di trattativa che è aperto in azienda da un mese e mezzo protesta il portavoce delle rsu Alessandro Nannini Abbiamo chiesto più volte di incontrare la proprietà. Niente. E da più di 15 giorni attendiamo invano una risposta alle proposte che abbiamo messo sul tavolo: ben tre».
La proposta di maggioranza, ovvero Cgil, Cisl e Ugl, aderisce all'idea di dividere in due Ataf (la parte patrimoniale e quella dei servizi) ma dice no alla vendita prima della gara regionale che insiste vada fatta. Quella della Uil non vuole né gara né privatizzazione ma la trasformazione di Ataf da azienda trasporti a azienda della mobilità che inglobi Li.nea, Gest, parcheggi e sosta. I Cobas non sono per la divisione e hanno soluzioni diverse a seconda che Firenze partecipi o meno alla gara. Ma tutti si trovano d'accordo sul no alla privatizzazione, perlomeno nei modi finora prospettati, e sul fatto che l'appello del sindaco ai sindacati, cedete posizioni pur di salvare l'Ataf, non funziona. «Gli autisti si sono già sacrificati con l'accordo del 2006 ma l'amministrazione non ha fatto la sua parte che pure aveva concordato: l'azienda della mobilità e le corsie preferenziali. E ora si vuole di nuovo spremere sul lato del lavoro. Per cosa poi? Per un'Ataf che resta quella che è non servirebbe a niente».