Valle Peligna, i cittadini devono versare i contributi 2008
SULMONA. Il fisco chiede di riavere indietro, in un'unica soluzione, le tasse non versate relative all'anno 2008. Brutte notizie per i residenti nei Comuni danneggiati dal terremoto ma non inseriti nella lista del cratere sismico. Da qualche giorno l'Agenzia delle entrate di Roma sta inviando delle lettere a tutti i residenti della Valle Peligna chiedendo il saldo delle tasse relative al modello Unico del 2009. Proteste a non finire dei contribuenti davanti agli sportelli degli uffici finanziari di Popoli e Sulmona, anche perché nessuno si aspettava il salasso avendo aderito alla normativa che consentiva di rateizzare le somme non versate. Smarriti e arrabbiati, adesso, non sanno cosa fare. Per gli esattori da Roma, bisogna versare tutto e subito. E lo devono fare entro 30 giorni dal ricevimento della raccomandata in cui viene indicata la somma da versare. Così facendo pagheranno «solo» una maggiorazione del 10 per cento oltre agli interessi maturati. Chi non provvederà entro 30 giorni dovrà versare le tasse con una maggiorazione del 30 per cento. Eppure, nel giugno dello scorso anno, la stessa direzione dell'Agenzia delle Entrate, con una nota a firma del direttore Attilio Befera, aveva disposto una deroga al pagamento dando la possibilità ai contribuenti residenti nei paesi non inseriti nel cratere, di rateizzare le imposte sospese a causa del sisma, in un massimo di 60 rate. Naturalmente, la maggior parte dei contribuenti ha aderito e da giugno dello scorso anno ha iniziato a restituire le tasse non versate. «Una situazione davvero kafkiana», sbotta il sindaco di Vittorito, Carmine Presutti, «prima ci dicono che dobbiamo pagare un po' alla volta e poi ci chiedono i soldi tutti insieme. Farò una lettera di protesta all'Ufficio delle Entrate di Popoli da cui dipende il mio paese, chiedendo di tornare alla vecchia disposizione che prevede la rateizzazione». Molte famiglie infatti, non sono in grado di far fronte alla richiesta e rischiano di subire tutte le vessazioni che prevede l'eventuale iscrizione al ruolo da parte di Equitalia con cartelle esattoriali: pignoramenti stipendio, fermo amministrativo dell'automobile e via di seguito. Tuttavia, dall'Ufficio delle Entrate fanno sapere che esiste una possibilità che la nuova disposizione sia annullata. Ma solo a condizione che siano i cittadini a chiederlo con un'apposita domanda in cui si chiede l'annullamento dell'avviso di pagamento. «Prima che l'Agenzia delle Entrate costringa i contribuenti a versare le tasse», interviene il sindaco di Introdacqua Giuseppe Giammarco, principale fautore del ricorso al Tar per l'inserimento nel Cratere dei paesi della Valle Peligna, «la Regione deve dirci se siamo nel Cratere».