PESCARA. «Non sarò io, ma saranno le segreterie politiche a decidere i cambiamenti nella composizione della giunta». Guerino Testa si affida ai partiti della coalizione per cercare di superare la crisi politica in Provincia, scoppiata nei giorni scorsi quando Lino Ruggero ha abbandonato la lista civica di Carlo Masci, Pescara futura, per passare nel gruppo indipendente.
La maggioranza, prima composta da 13 consiglieri, si è ritrovata improvvisamente a 12, lo stesso numero dell'opposizione.
TEMPI STRETTI. Il presidente della Provincia sa che deve risolvere la questione in tempi breve per evitare rovinosi scivoloni in consiglio. Venerdì scorso, la maggioranza è stata battuta due volte sulla verifica di sospensione della seduta. E, mercoledì prossimo, si tornerà di nuovo in aula con gli equilibri di bilancio.
Ruggero ha assicurato il suo voto favorevole, ma solo su quella delibera.
UN CAFFE' AL BAR. Insomma, la situazione appare difficile da risolvere. Ieri, Testa ha tentato un nuovo approccio con Ruggero. Il presidente della Provincia ha invitato il consigliere a prendere un caffè al bar, per avere rassicurazioni sul suo comportamento in aula. Ma Testa non è riuscito a farsi dire ciò che avrebbe voluto sentire. «Sugli equilibri di bilancio esprimerò il mio voto favorevole, come ho fatto in commissione», ha fatto presente Ruggero, «ma sulle altre delibere non garantisco nulla, dipende dalle proposte che verranno avanzate in consiglio».
DIKTAT. Il consigliere ha ribadito che rimarrà, almeno per il momento, indipendente. «Ho ricevuto offerte da diversi partiti, tra cui anche il Pdl», ha rivelato, «ma io ho sempre rifiutato».
«Rimango nella maggioranza solo se verrà rivisto il programma», ha sottolineato, «ci sono delle priorità da rispettare negli interventi, come la Stella Maris».
Insomma, Ruggero insiste sul programma e non fa una questione di poltrone, come invece sostiene il suo ex gruppo Pescara futura. «Voglio prima vedere il cronoprogramma degli interventi, poi deciderò come comportarmi», ha avvertito.
«SI AZZERI LA GIUNTA». E' il capogruppo di Fli Gianni Teodoro ad avanzare la richiesta a Testa di azzerare la giunta.
«Ho ripetutamente espresso forti critiche sull'azione politica e amministrativa della giunta comunale, giungendo con insistenza a chiedere le dimissioni del sindaco», ha ricordato Teodoro, «le stesse critiche che ho sempre manifestato anche nei confronti della giunta provinciale e del suo presidente, che non ha più il sostegno della sua maggioranza e per questo dovrebbe trarne le logiche conseguenze e ridare la parola ai cittadini».
Il capogruppo di Fli ha poi rivelato un retroscena. «Il 13 giugno scorso», ha detto, «sono stato chiamato in sala commissioni dove c'erano, oltre a Testa, anche gli esponenti delle forze di maggioranza del Pdl, Pescara futura e Udc. In quella sede mi hanno proposto di entrare in maggioranza, in cambio mi avrebbero dato un assessorato. Ma io ho rifiutato. Fli resta distinto e distante dal Pdl e dal centrosinistra e, soprattutto, da questa linea politica». «Ricordo», ha commentato il capogruppo, «che sono stato io a voler lasciare liberamente il mandato di assessore, il 7 gennaio del 2010. Si parla tanto di tagli ai politici, ma non si considera che ho rinunciato a 2.500 euro al mese quando sono uscito dalla giunta comunale».
PDL SMORZA I TONI. Secondo il coordinatore del Pdl Lorenzo Sospiri, l'amministrazione Testa non sta vivendo alcuna crisi. Di tutt'altro parere il capogruppo Idv Luciano Di Lorito: «Le ipotesi di un rimpasto sono la dimostrazione che in questa amministrazione, invece di preoccuparsi dei tanti problemi della provincia, ognuno si dedica alla propria poltrona».