L'AQUILA. Sarà «braccio di ferro» sulla legge per la ricostruzione della città.
È quanto emerso dall'assemblea cittadina, tornata ieri a riunirsi all'hotel Castello.
Nessuna intenzione di cedere alla proposta "ridotta" del Pdl che il 17 ottobre approderà alla Camera per la discussione, né di rinunciare alla legge di iniziativa popolare.
Fronte caldo anche sul tema tasse: l'assemblea torna a chiedere lo stesso trattamento dei terremoti dell'Umbria e delle Marche (restituzione dopo 12 anni al 40%) e subito un'ordinanza del consiglio comunale, con copertura finanziaria, per spostare la restituzione.
Domani, infine, è previsto il ritorno delle carriole nella zona della stazione ferroviaria.
LE TASSE. Ammonta a un miliardo di euro la somma che gli aquilani dovranno versare dal primo novembre in 10 anni con rate mensili. Le prime 12 dovranno essere pagate tra novembre e dicembre. Una decisione che non piace all'assemblea cittadina, come confermato dal parlamentare del Pd, Giovanni Lolli, che ha richiamato l'attenzione sulla necessità di ottenere il maxi-sconto sulle tasse non pagate dopo il sisma. «Stanno arrivando le cartelle nelle case degli aquilani» ha detto. «È necessario che il consiglio comunale approvi subito un'ordinanza che sposti almeno a dicembre la restituzione. È chiaro che non si fa più in tempo a rinviare con una legge, cosa che è possibile invece per l'abbattimento del 60% della somma».
Il governo, infatti, starebbe lavorando a un'ipotesi di abbattimento al posto della proroga. Un rinvio, però, per il parlamentare aquilano resta necessario.
Per Luigi Fabiani, dell'assemblea cittadina «se non si rinvierà la restituzione delle tasse, a gennaio la città si svuoterà». Intanto, lunedì il consiglio comunale tornerà a riunirsi in seduta straordinaria proprio per discutere degli adempimenti fiscali.
LA LEGGE POPOLARE. Tra qualche giorno, come promesso dal presidente della Camera Gianfranco Fini, la legge dovrebbe approdare in aula per la discussione. Il testo con le 50mila firme è stato consegnato a Fini a giugno. Il Popolo della libertà ha presentato una propria proposta di legge sulla ricostruzione, con il capogruppo Fabrizio Cicchitto primo firmatario, seguito dai sei deputati abruzzesi. Un testo "ridotto" rispetto alla proposta di iniziativa popolare, del Pd e dell'Udc, ma che non avrà bisogno di copertura finanziaria. Secondo i piani della maggioranza, si cercherà ora di approdare a un testo condiviso.
«La verità è che si tratta di testi molto lontani tra loro» ha affermato Anna Lucia Bonanni, dell'assemblea cittadina. «Soprattutto per quanto riguarda l'uscita dal sistema commissariale, punto centrale della nostra proposta che è, invece, scomparso da quella del Pdl». È per questo che secondo la Bonanni «bisogna riprendere la mobilitazione e far sentire la nostra voce. I Comuni devono occuparsi della ricostruzione della città».
Le modifiche apportate al testo non piacciono neanche a Lolli. «È importante anche che vengano riconosciute le vittime del terremoto come caduti e feriti sul lavoro. Costi quel che costi» ha tagliato corto Lolli.
LA MANIFESTAZIONE. Intanto è tutto pronto per la manifestazione che si terrà domani, dalle ore 10, nella zona della stazione «per richiamare ancora una volta l'attenzione di cittadini e istituzioni sullo stato di degrado ambientale in cui versa L'Aquila. «È importante essere in tanti» ha detto Antonio Di Giandomenico. «Aspettiamo tutti con carriole, decespugliatori, zappe e rastrelli». Presente all'incontro anche l'assessore Stefania Pezzopane.