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Pescara, 12/04/2026
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Data: 08/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Idv: «Sanità, troppi misteri». Chiodi: «Terrorismo politico» Mascitelli: Trifuoggi e Pierangeli in Commissione Marino

PESCARA - Le cose dette e quelle taciute: i misteri. L'Idv riapre lo scontro sulla sanità attaccando il governatore Gianni Chiodi e la sua maggioranza su mobilità passiva, edilizia ospedaliera, Piano operativo, consulenze Asl, commissariamento. Il senatore Alfonso Mascitelli chiede addirittura l'audizione del procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi, e del presidente regionale dell'Aiop (l'associazione delle cliniche private), Luigi Pierangeli di fronte alla Commissione parlamentare d'inchiesta presieduta da Ignazio Marino, la stessa che sta seguendo il filone d'inchiesta sulla corruzione nel servizio sanitario nazionale. Il tema sollevato da Mascitelli è quello dei «contratti di acquisto di beni e servizi e degli accreditamenti delle strutture sanitarie».
Il capogruppo dell'Idv alla Regione, Carlo Costantini mette sul tavolo un voluminoso dossier dal titolo «La sanità clandestina, quello che Chiodi non scrive, non dice, ma vuole realizzare». Vediamo di uscire dall'indovinello. La prima questione posta è quella della mobilità passiva, gli abruzzesi che ogni anno vanno a farsi curare in strutture sanitarie di altre regioni. Un esodo che, stando a Costantini, costa quasi 100 milioni di euro l'anno (proiezione 2012), l'equivalente di circa 2.500 posti di lavoro che vanno in fumo a vantaggio di regioni come Marche o Lombardia. «Ma se a questo -osserva Costantini- si aggiunge che la manovra di ulteriore contenimento della spesa per il personale vale altri 24 milioni di euro (Piano operativo 2011-2012), i posti sottratti al sistema regionale diventano tremila». Altra materia di scontro: il riassetto della rete ospedaliera, con la previsione di costruzione di cinque nuovi ospedali mentre si assiste al decadimento delle strutture esistenti (vedi Rsa di Cepagatti, inaugurata nel 2004 e mai aperta). Secondo l'Idv «Chiodi prima avvia e conclude il trasloco e poi comunica, a chi non se ne fosse accorto, che l'ospedale non c'è più. Del resto lui intende proprio sopprimere definitivamente la funzione di ospedali per acuti e relativi posti letto ad Ortona, Atessa, Atri (Penne e Popoli sono già moribondi). Non l'ha mai affermato esplicitamente, ma sarà conseguenza inevitabile della concentrazione dei fondi ex articolo 20 per la costruzione dei nuovi ospedali di Avezzano, Sulmona, Lanciano, Vasto e Giulanova». Questa operazione «consegnerà su un piatto d'argento alla società Infrastrutture Lombarde spa (o ad altra di riferimento) la gestione di un maxi appalto da 500 milioni di euro per realizzare in project financing cinque nuovi ospedali in Abruzzo. E poi amplierà a dismisura la quota di partecipazione del privato nella spesa sanitaria abruzzese, privando progressivamente di personale e mezzi le strutture pubbliche per distruggerne l'efficienza e offrire al cittadino l'opzione indistinta per le cure: pubblico o privato, un po' come per la scuola».
Altre questioni poste: i tempi per uscire dal commissariamento della sanità e la mancata pubblicazione, da parte delle Asl, delle consulenze affidate a privati. Su quest'ultimo punto è annunciato un esposto alla Corte dei conti.
La replica di Chiodi: «Per noi parlano gli atti. Il Tavolo di monitoraggio sui livelli essenziali di assistenza sanitaria ha riconosciuto quanto da noi fatto. E' un altro segnale di come il nostro lavoro sia apprezzato. Ci sono diffamatori di professione: dicono che voglio far costruire ospedali per favorire non so chi, che si vuole favorire la sanità privata, e dicono falsità sulla chiusura di alcuni ospedali. Io voglio costruire ospedali nuovi per dare agli abruzzesi più qualità e sicurezza. L'opposizione fa terrorismo politico per guadagnare consensi, ma il pareggio di bilancio e il miglioramento dei conti della Sanità non sono parole, ma fatti. Stiamo risanando il sistema sanitario».




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