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Pescara, 12/04/2026
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Data: 08/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Condono, bufera sul governo palazzo Chigi deve smentire. Fitto: non va escluso. Calderoli: roba da repubblica delle banane

ROMA - «Il governo non ha preso e non prende in considerazione ipotesi di condono. Indiscrezioni del genere a riguardo sono prive di fondamento e vengono escluse nel modo più totale». Questo il testo della nota di Palazzo Chigi diffusa alle 18.20 dall'Ansa dopo che tutta la giornata di ieri era stata scandita da polemiche al calor bianco sul possibile varo di un «condonone» destinato a raccogliere risorse per finanziare le misure per lo sviluppo.
La smentita è caduta come un macigno non solo nel campo dell'opposizione - che aveva iniziato a cannoneggiare il governo fin dalla prima mattinata - ma anche su buona parte della maggioranza. Nel pomeriggio, ad esempio, a fare da ariete in favore del condono con termini entusiastici(«Accompagnato da riforme serie potrebbe essere un bene per l'Italia») era stato Domenico Scilipoti in una intervista a SkyTg24. Ma anche esponenti di punta del Pdl avevano lasciato capire di essere tutt'altro che contrari. Ecco il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri: «Possiamo considerare tutte le misure, che possono essere fiscali, di condono, e di vendita di immobili, se collegate a un'operazione storica e non iniziative spot». Possibilista con prudenza anche il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che alle domande dirette dei giornalisti si era tenuto sul vago: «Si sta discutendo di tutto, tutte le ipotesi sono sul tappeto». Linea di condotta sposata anche da Raffaele Fitto, responsabile dei rapporti con le Regioni, secondo cui: «All'interno del decreto Sviluppo faremo le valutazioni necessarie senza escludere a priori nulla».
Tentazioni (ma in realtà le voci sul condono vanno lette come una forma di pressione di palazzo Chigi sul ministro dell'Economia Giulio Tremonti) spazzate via prima dal comunicato della presidenza del consiglio e poi da una rumorosa sortita del ministro della Semplificazione, il leghista Roberto Calderoli: «Il condono? Roba da repubblica delle banane - ha tuonato Calderoli - Non possiamo certo pensare a una sanatoria per determinare le politiche di sviluppo e poi, già il fatto di parlarne, crea danno perché per le prossime scadenze determina un crollo del gettito».
Intanto, però, l'opposizione aveva schiacciato già mille volte nel campo della maggioranza la palla alzata dal ritorno sulla scena della parola condono. Per Stefano Fassina, responsabile economia del Pd, «la sanatoria è l'emblema del degrado morale dell'Italia berlusconiana ed è la conferma dell'assoluta inadeguatezza del governo Berlusconi ad affrontare i nodi veri che bloccano lo sviluppo del Paese». Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, non è da meno: «La verità - sottolinea l'ex pm - è come sempre chiara. Oltre che antidemocratici e con la coscienza sporca questi sono pure degli incapaci. Hanno parlato molto e sempre a vanvera del decreto sviluppo. Adesso che bisogna passare dalle parole ai fatti non sanno più cosa metterci dentro. Quindi ecco che rispunta la sola strada che conoscono: la più facile, la più ingiusta, la più odiosa e in prospettiva la più controproducente». Per Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l'Italia, «saremmo all'ultima ignominia del governo Berlusconi». Durissime anche tutte le associazioni ambientaliste.
Per assonanza, poiché potrebbe finire nel decreto sviluppo anche se il governo, anche su questo fronte, ha smentito, va segnalata la proposta anti-debito presentata al governo dall'ex Ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio. Si tratta di un'ipoteca sul 10% del valore degli immobili privati da usare come garanzia dallo Stato per emettere Btp a tasso d'interesse molto basso. Il vantaggio della proposta sarebbe duplice: lo Stato si finanzierebbe a tasso basso (2,5%), i proprietari di case eviterebbero di pagare la patrimoniale e incasserebbero una piccola quota di interessi pari all'1%. Il ministreo dello Sviluppo, comunque, ha assicurato che l'idea non sarà tenuta in considerazione nell'ambito del decreto sviluppo.



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