Costantini (Idv): ambiguità da chiarire altrimenti gli elettori ci tireranno le uova
PESCARA. «Dalla direzione regionale del partito di venerdì sera è arrivata un'apertura convinta all'Udc».
Silvio Paolucci riassume così a posizione del Pd, partito di cui è segretario regionale, sul tema del rapporto con l'Udc. Il tema è quello posto con decisione da Rodolfo De Laurentiis, nell'intervista pubblicata ieri dal Centro (leggi l'articolo)in cui il leader abruzzese del partito di centro critica l'azione della giunta regionale presieduta da Gianni Chiodi e apre, per il futuro, a un'alleanza strategica con il centrosinistra e in particolare con il Partito democratico. Una prospettiva che contrasta con un presente caraterizzato da alleanze dell'Udc con il Pdl in tutte le amministrazioni provincialie in città importanti come Montesilvano.
«L'analisi che propone De Laurentis», dice Paolucci, «quella cioè di un governo regionale burocratico e senza prospettive, va esteso all'intera stagione attuale che vede un centrodestra governare dappertutto e con una concentrazione di potere finora inedita per l'Abruzzo».
«Noi», spiega Paolucci, «lavoriamo a un progetto forte e credibile, attorno al quale costruire un'alleanza ampia. A Vasto si sono poste le basi per ripartire cominciando da Pd, Sel e Idv, ma credo nella necessità di ampliare le potenzialità e la capacità di cambiamento della nuova alternativa di governo, allargandola in vista delle sfide impegnative che ci attendono, senza veti reciproci. La direzione regionale del Pd, svoltasi ieri, ha condiviso questo ragionamento e la necessità di costruire un progetto forte e dalle spalle larghe, e dunque ha confermato la volontà di aprire alle forze che intendono costruire l alternativa alla destra regionale e a Chiodi».
«Bisogna partire dalle prossime amministrative», dice ancora il segretario del Pd, «con le elezioni centrali dell'Aquila, seguite da Montesilvano, Avezzano, Spoltore, Ortona, San Salvo e Martinsicuro. Possiamo lavorare da subito a trasformare in coalizione un largo progetto di cambiamento e rilancio: all'Aquila l'Udc è già nella maggioranza e vogliamo costruire l'alleanza più solida possibile per dare più unità e forza a chi vuole una nuova legge per la ricostruzione, un ruolo decisivo degli enti locali, certezza e rapidità dei finanziamenti, trasparenza e ancora trasparenza. L'Aquila può diventare non solo la città da ricostruire, ma il perno del nuovo sviluppo abruzzese, con un Masterplan che trasformi il capoluogo nel polo attrattivo di energie e investimenti. Il resto verrà dopo: sindaci, presidenti di Provincia, presidente di Regione devono essere indicati dopo la condivisione dell'analisi, la sottoscrizione del progetto, la nascita dell'alleanza».
Più prudente sulla prospettiva di un'alleanza con l'Udc è l'Italia dei valori.
«L'analisi di De Laurentis su Chiodi mi pare abbondantemente sovrapponibile alla mia», dice Carlo Costantini, capogruppo dell'Idv in consiglio regionale. «Lui gli contesta di non avere idee, io di comportarsi come un surfista sulle onde: assolutamente incapace di incidere sulle loro dinamiche e ciò nonostante sempre pronto a salirci sopra. Con l'aggravante di non saper valorizzare il confronto politico, anche quello più duro».
Sul tema specifico dell'alleanza, Costantini aggiunge: «Il problema è solo dell'Udc. Noi rivendichiamo unicamente il diritto-dovere della nascente coalizione di condividere un progetto, di presentare candidati onesti e, soprattutto, di essere credibili agli occhi dei cittadini. Se, lo dico solo per fare un altro esempio: l'Udc è in giunta in Provincia di Pescara con Testa e in giunta al Comune di Montesilvano con Cordoma, potrebbero mai i cittadini considerare credibile una candidatura a sindaco per il centrosinistra di uno dell'Udc? Il teatro della politica metterebbe in scena una competizione elettorale con un Partito che al tempo stesso sarebbe da una parte e dall'altra: in giunta, nel centrodestra, con il sindaco uscente ed all'opposizione, con il centrosinistra, con il candidato sindaco. Se accadesse farebbero bene anche a tirarci le uova marce addosso».
Una difesa di Chiodi e dell'operato della sua giunta viene, infine, da Alfredo Castiglione del Pdl.
Il vicepresidente della giunta regionale rivolgendosi a De Laurentiis dice: «Peccato per le parole in libertà di De Laurentiis, che pure stimo. Purtroppo, rappresenta un partito con le idee confuse, ragiona come un Giano Bifronte: una testa, due facce. Mi rendo conto che l'Udc deve far vedere che esiste ed entra ed esce da maggioranze ed opposizioni in base alle convenienze contingenti, ma deve fare un salto di qualità».