Il commissario fa il punto al Salone dell'edilizia: l'Italia sarà orgogliosa della nostra ricostruzione
L'AQUILA. Il commissario alla Ricostruzione Gianni Chiodi ha scelto il palco del salone nazionale dell'edilizia di Bologna per intervenire sulla questione fiscale, in vista delle imminenti scadenze per la restituzione dei tributi non versati nelle aree del cratere.
«Come già avvenuto per altri terremoti, come quello delle Marche e dell'Umbria, anche per l'Abruzzo sarà previsto il pagamento solo parziale delle tasse che vennero congelate all'indomani del sisma per i cittadini delle zone colpite». Chiodi ha spiegato che la maggioranza di governo ha predisposto una proposta di legge che - insieme ad altre disposizioni per lo snellimento e l'accelerazione della ricostruzione - prevede la decurtazione pari al 60% delle somme da restituire, con una copertura che è stata individuata senza ricorrere alla tassa di scopo. «La restituzione di meno della metà di quanto è stato sospeso sarà un aiuto fortissimo», ha commentato. «Se l'Unione europea ci concederà, poi, l'istituzione della zona franca, L'Aquila diventerà ancora più attrattiva». A tal proposito il presidente della Regione ha fatto riferimento al confronto con Bruxelles di queste ultime settimane.
GLI INTERVENTI. Chiodi ha rivendicato il lavoro svolto assicurando che «l'Italia andrà fiera della ricostruzione». Ha assicurato che il governo «c'è, e sostiene la ricostruzione, semmai siamo un po' in ritardo sulla pianificazione e sui piani di ricostruzione. A Gemona del Friuli, dopo il terremoto del 1976, i cantieri nel centro storico furono aperti dopo 4 anni, ma nel frattempo tutto era stato progettato nel dettaglio».
I FINANZIAMENTI. Chiodi ha colto l'occasione anche per fare il punto sullo stato dei finanziamenti. Da febbraio 2010, secondo i dati in possesso del commissario, sono stati stanziati tre miliardi e 198 milioni: 1885 milioni sono stati spesi, gli altri 1631 sono disponibili in cassa.
I CENTRI STORICI. Chiodi è intervenuto anche sulla ripianificazione dei centri storici. «I Comuni», ha spiegato Chiodi, «devono elaborare dei piani di ricostruzione dei centri storici che il governo riconosce con un contributo maggiore. Piani che tengano conto non solo degli aspetti architettonici e urbanistici ma anche di quelli socio-economici». Il discorso vale, quindi, anche per il centro storico dell'Aquila. «È una città in movimento», ha detto. «Basti pensare che dei 75mila residenti del 2009 se ne sono andati solamente 700. All'Aquila si era diffusa l'idea che tutto sarebbe potuto essere fatto nel giro di qualche giorno. Noi abbiamo chiesto», ha aggiunto Chiodi, «che fosse la stessa comunità a scegliere e decidere come ricostruire, quindi ci vorrà tempo. Saranno importanti anche i controlli, per impedire che ci siano situazioni di illegalità. Il governo ha messo a disposizione i fondi, ma i soggetti attuatori sono gli enti locali».
I comitati: legge Pdl schiaffo alla città
L'assemblea chiede sostegno alla proposta popolare con 50mila firme
L'AQUILA. «La proposta di legge del Pdl è l'ennesimo schiaffo alla città». Il giorno dopo l'assemblea per rilanciare la mobilitazione autunnale dei cittadini, il comitato promotore torna a ribadire la necessità di «tenere fermi i punti essenziali della legge di iniziativa popolare: fine commissariamento, norme chiare e fondi certi per una ricostruzione sicura, rinvio restituzione tasse». Domani, intanto, alle 16, all'Emiciclo, in occasione del consiglio comunale aperto, sarà chiesto un intervento ai consiglieri affinché «sostengano la legge di iniziativa popolare, al di là degli schieramenti». Alle viste nuove iniziative di mobilitazione in vista della discussione alla Camera della legge, prevista a partire dal 17 ottobre. Il giudizio dell'assemblea sulla proposta Pdl è nettamente negativo. «Dopo mesi in cui si è ignorata la richiesta di una legge, si decide ora di presentare un proprio testo. La proposta Pdl appare come una presa in giro, l'ennesimo schiaffo alla città. Per mesi Chiodi e Letta hanno sostenuto che non c'è bisogno di una legge. Per mesi la maggioranza parlamentare ha ignorato il testo presentato con le 50mila firme raccolte. Ora che quel testo è giunto in discussione in aula, la maggioranza si rende conto che sarebbe impopolare una sua bocciatura e allora tenta di rimediare frettolosamente con una "finta" proposta di legge, che in realtà conferma la validità della legge 77, introducendo solo una semplificazione e accelerazione delle procedure. La proposta Pdl lascia intatto il sistema commissariale e non mette un centesimo in bilancio per rinviare la restituzione delle tasse. Quindi, è in perfetta antitesi con i punti cardine della legge di iniziativa popolare. L'unica novità è l'implicita ammissione della confusione normativa introdotta dal sistema delle ordinanze. Si lascia intatto il carrozzone commissariale e si scaricano i pesi maggiori sui Comuni, con la gestione dell'assistenza alla popolazione e del progetto Case».