E' il 23 ottobre 2010. Monsignor Giovanni D'Ercole e Gianfranco Cavaliere si trovano in auto. Non sanno che piazzata c'è una cimice dei carabinieri del Noe di Pescara che sta registrando sull'inchiesta sulla presunta truffa dei fondi Giovanardi per il sociale. Entrambi sono diretti a Teramo per partecipare ad un convegno. D'Ercole: «Il comunicato di tuo padre (Raffaele Cavaliere, capogruppo Pdl al Comune dell'Aquila; ndr)...». Gianfranco Cavaliere: «Oh? bellissimo è stato». D'Ercole: «E tu non devi dire che l'ho fatto io?». Cavaliere: «No, assolutamente». Il riferimento è al comunicato stampa inviato alle redazioni giornalistiche in cui il Pdl, a firma dello stesso Cavaliere, aveva sostenuto la bontà dell'operazione della Fondazione che si stava mettendo su.
Nel corso della conversazione in auto D'Ercole informa al telefono lo stesso Raffaele Cavaliere dei consigli che sta dando a Gianfranco per far sì che in Comune si facciano sentire, in merito all'ingresso dell'Ente nella stessa Fondazione. Sempre Cavaliere in auto con D'Ercole afferma: «Il problema è se loro pensavano quando sei arrivato all'Aquila...che comunque potevano fare il comodo loro perchè non...dal punto di vista politico non ci sarebbe potuta essere un'aggregazione interna all'arcidiocesi». D'Ercole: «Andiamo avanti, l'importante e che non si sgretoli la?noi abbiamo fatto credere?loro hanno fatto credere che io lascio..invece non..». Cavaliere: «Stiamo andando bene, io penso che la triade che ha architettato questa cosa (l'uscita sulla stampa che la Procura stava indagando; ndr) è De Matteis, Cialente e la Pezzopane che purtroppo il sociale lo hanno sempre gestito loro come volevano e quindi hanno fatto questo attacco». D'Ercole spiega a Cavaliere che tramite un avvocato si sta informando sull'esistenza di un'inchiesta e che qualora non fosse così avrebbe dato incarico al legale di chiedere un risarcimento di 150mila euro da mettere nella cassa della Fondazione. «Dì a tuo padre -dice D'Ercole a Cavaliere- che si deve far sentire un po' più là dentro (in Comune; ndr)». Di qui l'idea di D'Ercole di scrivere di suo pugno il comunicato che poi Raffaele Cavaliere fa girare come suo, in qualità di capogruppo del Pdl. Cavaliere: «La nota che poi papà ha inviato a nome suo?ma che ha scritto lei.. era chiara nel discorso..». D'Ercole: «Si».
In un'altra intercettazione del 27 agosto Cavaliere padre e figlio parlano in macchina, nella Punto di Gianfranco. «Adesso l'Asl entra, poi il 31 al Cnr presentiamo anche L'Aquila Ricerche, quindi le strutture entrano in contatto...la Fondazione, l'Eurispes, questa è una macchina da soldi, le imprese?». Raffaele: «Cacciano?». Gianfranco: «Una macchina da....sì..le imprese, poi sembra che domani D'Ercole fa bloccare da Letta gli appalti privati e la Fondazione gestirà tutto». Il contatto con Letta, a detta degli intercettati, sarebbe dovuto avvenire nel giorno della Perdonanza all'apertura della Porta Santa a Collemaggio.