Si fa sempre più oscuro il futuro del trasporto pubblico locale, alle prese con una crisi di risorse di cui si avvertono già i primi effetti, soprattutto nelle regioni e città che già dovevano fare i conti con problemi di bilancio. Ma la situazione di città come Roma, Genova, Napoli potrebbe ben presto estendersi a tutta Italia, se sarà confermato il taglio dei tre quarti delle risorse ai trasporti pubblici, come previsto nell'ultima manovra del governo.
A Roma, un dossier presentato dal Partito democratico e dalla Filt Cgli Lazio denuncia un record di disservizi nel 2011. Oltre seimila corse saltate da gennaio ad agosto per la metro A, più di seimila per la metro B. Non vanno meglio le cose per il trasporto su gomma: secondo il consigliere comunale Pd Massimiliano Valeriani, uno degli autori del dossier, "siamo di fronte ad una Caporetto di tutto il trasporto pubblico: l'Atac dovrebbe garantire 112,5 milioni di bus chilometro all'anno e 31,7 con le metro e le ferrovie concesse. Dai dati che emergono - sostiene Valeriani - è possibile stimare una diminuzione che potrebbe superare i 5 milioni di bus chilometro: solo nei mesi di luglio e agosto - ha sottolineato il consigliere comunale - sono stati effettuati oltre un milione di chilometri in meno rispetto alle previsioni di contratto".
A Genova, ritorna il rischio di fallimento per l'azienda di trasporto cittadina, l'AMT. Rapidamente dissoltasi (con il ritiro dei francesi di Transdev) la prospettiva di una privatizzazione, l'AMT ha proceduto nell'ultimo periodo ad aumentare pesantemente i biglietti e i servizi. Nonostante ciò, le previsioni indicano per il 2012 un deficit tra i 12 e i 15 milioni di euro, cioè più del capitale sociale dell'azienda (10 milioni). In pratica, o si procede ad una ricapitalizzazione (abbastanza difficile con questi chiari di luna) o si dovrebbero portare i libri in tribunale.
A Napoli, non sono solo le corse dei treni della Circumvesuviana o della Cumana ad essere soppresse, anche le linee degli autobus hanno dovuto ridurre i loro servizi. Sulle strade cittadine, si è assistito al ritorno dei "pullmannini", un fenomeno in voga negli anni Settanta (gli anni del colera, per intendersi, ma anche di un fenomeno altrettanto singolare come i "miniassegni"). Negli anni '70, il servizio era ancora effettuato con le famigerate "Seicento multiple", oggi probabilmente con più efficienti minibus o caravan, ma si tratta comunque di un servizio abusivo effettuato sulle linee a maggior frequentazione (ad esempio, verso gli ospedali) in sostituzione degli autobus che non arrivano o arrivano dopo tempi di attesa troppo lunghi.
Negli anni passati, Napoli e la Campania hanno investito molto sulla crescita di un efficiente sistema di trasporti pubblici: la rinascita della concorrenza illegale dei pulmini non fa ritornare solo indietro negli anni, ma rischia anche di far invertire pesantemente la tendenza all'abbandono del mezzo privato che, in questi ultimi anni, aveva fatto registrare importanti successi.