Marcegaglia: "Passerebbe un messaggio sbagliato, invece bisogna che tutti paghino le tasse e rispettino le regole. Il decreto sviluppo è l'ultima chance per uscire dalla crisi". Il Senatur parla dello scontro interno al Pdl e attacca i frondisti
VARESE - "Non ho capito perché il condono, forse vogliono i soldi per fare nuove leggi ma non ne so di più". Lo ha detto Umberto Bossi, specificando di aver visto ieri sera il ministro Giulio Tremonti e annunciando che lo rivedrà anche domani, in quella che è ormai una prassi del lunedì. "Ero a Pavia con Tremonti", ha spiegato il leader della Lega Nord, "però non so di più, domani pomeriggio lo vedo". "Ma non è più facile come una volta trovare risorse alternative", ha detto il Senatur.
Il leader del Carroccio ha parlato da Varese, dove il congresso locale della Lega ha visto prevalere il candidato bossiano dopo il ritiro dei candidati di area maroniana e con il malumore della base 1 in crescita.
Ma se Bossi anche sul condono parla del governo come se non fosse quello in cui lui è ministro, sull'ipotesi arriva il no secco di Confindustria. Rispondendo a Fabio Fazio, nel programma "Che tempo che fa", la presidente Emma Marcegaglia ha parlato di scelta sbagliata: "Non credo che si farà e non lo giudico bene perché a noi servono manovre strutturali, serve ridurre strutturalmente il deficit e il debito. E poi - ha aggiunto - sarebbe in un momento in cui giustamente dobbiamo combattere fortemente l'evasione fiscale e l'illegalità. La logica del condono dà un messaggio assolutamente sbagliato: è una cosa che in un certo senso premia i furbi e noi abbiamo bisogno invece che tutti paghino le tasse e rispettino le regole. Quindi - ha concluso Marcegaglia - non credo che questa sia la scelta giusta".
A proposito del decreto sviluppo, Marcegaglia ha detto di ritenere che sia "l'ultima chance del governo per far uscire l'Italia dalla crisi: "Il decreto deve essere fatto" perché "o ci salviamo tutti o cadiamo tutti". Rispondendo a una domanda di Fazio, la presidente degli imprenditori ha detto infine di non essere "assolutamente" interessata a guidare il Terzo Polo, una volta concluso il suo mandato.
Tornando a Bossi, ha parlato anche della spaccatura nel Pdl, attaccando i frondisti e in particolare Scajola. "Può essere tutto... Ma dove vanno senza Berlusconi? Chi è che piglia i voti? Scajola?", ha detto Bossi. "Berlusconi l'avete trasformato in un criminale - ha proseguito - però è ancora abbastanza simpatico a una bella fetta di gente". Il Senatur ha poi escluso le elezioni anticipate, perché prima "bisogna fare la legge elettorale, poi dobbiamo fare la riduzione del numero dei parlamentari, per la quale abbiamo già presentato la legge in Cdm". Infine, ha detto di non condividere l'ipotesi di allargamento della maggioranza auspicato da Scajola 2. "Per adesso i numeri li abbiamo", ha detto il ministro delle Riforme.
Quanto allo scontro tra il ministro dell'Economia e il premier, Bossi ha detto di avere il "cuore a metà": "Io sono amico di Tremonti, però ho fatto l'accordo con Berlusconi che mi ha dato i voti per fare il federalismo. Pensando che un partito fa anche dei conti: se Berlusconi non mi dava i voti, il federalismo non passava, con me la parola va tenuta".