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Pescara, 10/04/2026
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Data: 10/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Tagli ai consiglieri, torna la proposta. Di Nisio ci riprova dopo il doppio insuccesso in aula

PESCARA. Il taglio del 30 per cento agli stipendi di sindaco, assessori e consiglieri tornerà in aula in una delle prossime sedute. Fausto Di Nisio (Idv) ha annunciato che presenterà la stessa proposta - bloccata per ben due volte in consiglio per le troppe assenze - con una mozione.
Intanto, un verbale del Comune fa luce su ciò che è accaduto in aula il 28 settembre scorso, quando si è assistito a un fuggi fuggi dei consiglieri in aula al momento del voto dell'ordine del giorno di Di Nisio sul taglio agli stipendi. La vicenda si è poi ripetuta venerdì scorso. Ma ecco com'è andata la prima volta.
Prima dell'esame dell'ordine del giorno erano presenti in aula 21 consiglieri. Venti gli assenti. Tra i presenti c'erano il sindaco Luigi Albore Mascia, Federica Chiavaroli, Armando Foschi, Vincenzo Berghella, Vincenzo D'Incecco, Renato Ranieri, Andrea Salvati, Massimo Pastore, Augusto Di Luzio, Daniela Arcieri Mastromattei (Pdl)
Livio Marinucci, Adele Caroli (indipendenti), Gianni Santilli, Amedeo Volpe, Salvatore Di Pino, Marco Mambella, Michele Di Marco (Pescara futura), Fausto Di Nisio (Idv), Licio Di Biase, Vincenzo Dogali, Vincenzo Di Noi (Udc), Roberto De Camillis (Api).
Ha cominciato il presidente del consiglio Di Biase: «Consigliere Di Nisio, illustri l'ordine del giorno».
Di Nisio: «Guardi presidente, l'ordine del giorno l'ho già illustrato, per me può passare direttamente alla votazione. Però, presidente, vista l'importanza, le chiedo di richiamare i colleghi in aula».
Di Biase: «Consiglieri...consiglieri...consiglieri in aula».
Ranieri: «Presidente vorrei chiedere la verifica del numero legale».
Di Biase: «Bene, segretario facciamo l'appello».
Gianluca Fusilli (Pd) rientrato in aula: «Chiedo scusa presidente, questo ordine del giorno può apparire populista, demagogico, ma Ranieri non era colui che era intervenuto sui costi della democrazia chiedendo una riduzione? Adesso chiede la verifica del numero legale per evitare che si voti? Facciamolo votare, se siamo cinque vuol dire che non vale».
Ranieri: «Io sto qui, il problema è che non c'è il numero legale. Io sto qua, non me ne sono andato».
Di Biase: «Faccia l'appello, faccia la verifica. Sono presenti 12 consiglieri, la seduta non è valida. Non c'è il quorum per votare. Il consiglio si sospende; no, si conclude».
Alla verifica sono risultati presenti il presidente Di Biase, più 11 consiglieri, contro i 21 registrati prima della discussione dell'ordine del giorno: Armando Foschi, Renato Ranieri (Pdl), Antonio Blasioli, Camillo D'Angelo, Gianluca Fusilli, Enzo Del Vecchio, Moreno Di Pietrantonio (Pd), Salvatore Di Pino (Pescara futura), Fausto Di Nisio (Idv), Massimiliano Pignoli (Fli), Roberto De Camillis (Api). (a.ben.)

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