PESCARA. «Noi abbiamo pronte le liste di Futuro e libertà in 6 città abruzzesi in cui si voterà in primavera. Se mi si chiede del Terzo polo in Abruzzo, rispondo con una domanda: chi è il coordinatore dell'Udc in Abruzzo?».
Come il personaggio di un racconto yiddish, Daniele Toto risponde a una domanda con un'altra domanda. Ma quella che pone il senatore e coordinatore regionale di Fli, il partito di Gianfranco Fini, ha una sua ragione d'essere perché chiama in causa l'ex coordinatore dell'Udc, e presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, che (insieme con il presidente abruzzese del partito di Casini, Rodolfo De Laurentiis), è stato commissariato da circa due settimane in vista dei congressi.
I rapporti fra Fli e l'Udc non sono masi stati così brutti e sono riassunti dal commento, espresso da Toto, sabato scorso, alla decisione di Di Giuseppantonio di ritirare la delega a un esponente di Fli, Silvio Tavoletta, assessore provinciale allo Sport: «Un atto proditorio e meschino» e «un atto plebeo, rappresentazione di una politica irresponsabile e da suburra».
Sull'apertura di De Laurentiis a un'allenza con il centrosinistra, espressa in un'intervista pubblicata sul Centro di sabato, la posizione di Toto è cauta: «Più che di discussioni sulle alleanze, l'Abruzzo, in questo momento, ha bisogno di veder risolti i suoi problemi che sono tanti e gravi. In questa prospettiva è chiaro che il Pdl non è all'altezza del compito. Il giudizio negativo che De Laurentiis ha espresso sulla giunta regionale di Chiodi riecheggia ciò che noi, come Fli, diciamo da tempo: dalla questione della sanità con gli ospedali chiusi alla ricostruzione dell'Aquila che è ferma. Su tutto questo il mio giudizio negativo è antico ed è rimasto immutato».
«Non mi va di entrare nelle questioni di un altro partito come l'Udc», cocnlude il deputato abruzzese di Futuro e libertà, «ma mi rendo conto che essere alleati con questo centrodestra è obiettivamente complicato, anzi quasi impossibile».