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Pescara, 10/04/2026
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11/10/2011
Il Centro
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Il terremoto 30 mesi dopo - Tasse, senza proroga si torna a Roma. Consiglio comunale aperto, nuova mobilitazione cittadina in vista |
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Approvate tre mozioni da portare a Letta per il sostegno alle attività produttive e alle istituzioni culturali
L'AQUILA. Un consiglio comunale straordinario e aperto per votare tre mozioni su tasse, sostegno alle attività produttive e alle istituzioni culturali che il sindaco Cialente consegnerà nelle mani del sottosegretario Gianni Letta. Il voto sui tre documenti, passati all'unanimità, è arrivato a tarda sera, dopo una lunga serie di interventi e in un'aula con pochi consiglieri dove invano si è atteso l'arrivo dei tanti ospiti invitati dal presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti. Nessun parlamentare, ad accezione di Giovanni Lolli, nessun componente della struttura commissariale (l'unico ad affacciarsi è stato il vice commissario per i beni culturali Luciano Marchetti) e solo un paio di consiglieri regionali, ovvero il vice presidente del consiglio Giorgio De Matteis e Luca Ricciuti. Al centro del confronto soprattutto la questione della restituzione delle tasse sospese. E subito sono partite le prime bordate nei confronti del Governo e l'annuncio, «in assenza di una nuova proroga, di un'altra manifestazione di protesta a Roma da organizzare entro il 10 novembre». Ma andiamo con ordine. La seduta si è aperta con un minuto di silenzio per ricordare le vittime del crollo di Barletta. Poi la lettura delle tre mozioni e i primi interventi. A dar voce al comitato promotore della proposta di legge popolare è stata Anna Lucia Bonanni. «Oggi che il nostro testo approda in Parlamento» ha detto «spunta fuori una proposta del Pdl che appare mortificante per tempistica, modalità e contenuti». «Bisogna chiedere l'abbattimento delle tasse sospese così come è avvenuto in altre realtà» ha esordito Lolli. «Ma serve una proroga che, però, rischia di arrivare tardi considerato che a dicembre gli aquilani saranno chiamati a restituire in un'unica rata le somme che avrebbero dovuto restituire nell'arco del 2011. È necessaria un'ordinanza urgente, della durata di almeno 2 mesi». In quanto al rilancio economico, per Lolli «è possibile utilizzare il Fas, così come è stato fatto con Bussi». La necessità di una proroga, fino al 31 dicembre 2012, è stata espressa dal consigliere regionale del Pdl, Luca Ricciuti, che ha poi puntato il dito contro «quella parte del mio governo che ha cercato di depotenziare la proposta della Zona franca». Enzo Lombardi (Pdl) ha accusato invece il consiglio e la giunta Cialente «di non aver fatto il loro dovere», mentre Enrico Verini (Fli) ha criticato la proposta di legge del Pdl e ribadito il «no a questa struttura commissariale fallimentare». Per De Matteis (Mpa), tornato a ribadire che la Zona franca è vicina al punto di arrivo, «serve una discussione più costruttiva e, quindi, incontri calendarizzati per programmare il futuro e l'utilizzo di risorse». Critico su ordini del giorno e mozioni il consigliere dell'Idv Angelo Mancini, secondo cui «il destino della città è stato segnato da un Parlamento che ha partorito una legge che garantisce fondi fino al 2032. Noi rispondiamo con tre mozioni, che non servono a nulla. Dicono cose giuste, ma non hanno alcuna forza». Il sindaco, che ha chiuso la carrellata degli interventi, ha subito lanciato la proposta di una nuova manifestazione a Roma per ottenere la proroga della restituzione delle tasse. Chiederò un incontro ufficiale con il Governo su tasse, economia e cultura, i temi di queste tre mozioni. È impossibile pensare che a novembre e dicembre gli aquilani dovranno subìre un salasso. Oggi è tutto fermo e questa realtà non può permettersi di versare più di cento milioni per le tasse arretrate. Serve subito una proroga prima che le somme vengano prelevate dalle buste paga. Ed è necessaria un'ulteriore sospensione fino a giugno. L'Aquila è stata un grande palcoscenico: sono venuti cantanti, la nazionale, il G8. Ed oggi è tutto fermo. Sulle tasse l'unica soluzione è la proroga, in caso contrario si tornerà a manifestare a Roma. Il Paese deve sapere che siamo stati abbandonati». Quindi la questione della ripresa economia. «Qui non è stato fatto nulla. Aspettiamo da febbraio del 2010 iniziative per il rilancio produttivo dell'Aquila. Ci diano ciò che hanno dato agli altri». Critico, il sindaco, sulla Zona franca. «Non ci dobbiamo prendere in giro. Chi doveva supportare la richiesta non ha fatto nulla». Infine, l'annuncio dell'arrivo del ministro Galan (8 novembre) e la richiesta di stop a commissari e ordinanze. «Qualcuno sta pensando di far pagare ai proprietari le fideiussioni per ottenere i contributi per le ristrutturazioni delle case. Ormai siamo alla follia».
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