Cicchitto attacca Tremonti: novello Savonarola, ora la crescita
ROMA - Il condono non si può fare. La Ue ce lo boccerebbe di corsa. Mentre le varie anime della maggioranza continuano a dilaniarsi sul condono sì - condono no, il sottosegretario all'Economia, Luigi Casero, tenta la carta tecnica per chiudere l'ipotesi nel cassetto dei desideri impossibili: «Le problematiche che bloccano la definizione di un provvedimento di condono fiscale non sono etico-politiche ma meramente tecniche e legate al fatto che l'Unione Europea non permette un condono Iva». Già in mattinata, ad un convegno, Casero aveva definito l'ipotesi «non praticabile»: «La posizione del governo non è cambiata rispetto a venerdì. Siamo contrari sia dal punto di vista etico e politico perché frenerebbe la lotta all'evasione, sia dal punto di vista tecnico perché abbiamo inserito consistenti risorse dalla lotta all'evasione nelle ultime 2 manovre e vanificherebbe questi introiti nelle entrate correnti». Una linea confermata - a quanto si apprende - dal vertice milanese tra Bossi e Tremonti.
Ma se l'opposizione tutta, i sindacati per una volta uniti, la Confindustria e anche i commercialisti si sono espressi più volte contro l'ipotesi condono, nella maggioranza continua il braccio di ferro. Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, ribadisce: sul condono «si sono concentrate polemiche che non ci intimidiscono affatto, per cui non ritiriamo la questione». L'ipotesi - continua - deve essere considerata «nel caso in cui non bastino le risorse recuperate con interventi fiscali, l'innalzamento dell'età pensionabile, la vendita degli immobili». Non si esclude nemmeno la possibilità di introdurre una minipatrimoniale. Ma Cicchitto va oltre e in un intervento pubblicato oggi sul Foglio, attacca frontalmente Tremonti, definendolo «novello Savonarola». Poi ricorda: «Abbiamo difeso in Parlamento la politica del rigore» e dei «tagli lineari», ora è il momento di «una politica di crescita». «Tremonti spiegasse le ragioni del no ad una proposta emersa all'interno del partito, una proposta che meriterebbe di essere discussa con serietà» aggiunge il coordinatore del Pdl Sandro Bondi. A favore del condono anche il ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano: «E' uno strumento utile a sanare situazioni in essere senza procedere con tagli orizzontali».
Che all'Economia, però, non abbiano intenzione di perdere questo braccio di ferro lo si capisce anche dalle dichiarazioni del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera: «Non siamo stati investiti da nessuno per uno studio» sul condono.
Intanto si continua a lavorare sul decreto Sviluppo. E ritornano in circolazione voci su un prelievo dell'1% sulle baby pensioni. Quelle cioè percepite da chi aveva raggiunto appena 14 anni sei mesi e un giorno di contributi. La misura porterebbe risparmi per poche decine di milioni di euro. Assolutamente contrari i sindacati. Ricorda Carla Cantone, segretario generale della Spi-Cgil: «Sono oltre 20 anni che sono state abolite le norme sulla pensione anticipata nel pubblico impiego. Quelle persone ormai hanno 60 anni e prendono 600-700 euro di pensione».