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Pescara, 10/04/2026
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Data: 11/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica in fermento - Regionali, la corsa è già cominciata. E Masci rilancia la presidenza per Pescara

PESCARA - Un primo spunto di riflessione lo offre Carlo Masci: «Da troppo tempo Pescara non esprime un presidente della Regione». Detta così quella del leader di Abruzzo Futuro potrebbe essere interpretata come un'autocandidatura. Ma l'assessore al Bilancio della Giunta Chiodi frena: «Le elezioni regionali sono ancora lontane e la situazione politica resta fluida. Quello che si dice oggi potrebbe essere smentito domani, meglio non avventurarsi su certi terreni».
Difficile dargli torto. Ma l'Abruzzo ha sempre rappresentato una sorta di laboratorio per la politica nazionale, e almeno sulle alleanze qualcosa inizia a muoversi, si avverte nell'aria una certa fibrillazione. Il primo a uscire allo scoperto è stato Rodolfo De Laurentiis, leader dell'Udc, consigliere di amministrazione della Rai. E domani? La sua intervista a Il Messaggero ha riaperto il dibattito sul ruolo che il Terzo polo potrebbe avere in Abruzzo alle prossime amministrative. Lo stesso De Laurentiis potrebbe essere il riferimento dei centristi per la guida della Regione nel 2013 o, addirittura, di una coalizione molto più ampia. Il dialogo con il Pd è già un fatto. La novità sono le aperture di Sel e Idv al partito di Casini, anche se il cosiddetto Terzo polo, che in Abruzzo ha una nutrita rappresentanza tra i banchi dell'Emiciclo, con Fli, Udc e l'Api di Rutelli, potrebbe essere tentato a giocarsi da solo la partita. Ma le buone compagnie, in caso contrario, non mancherebbero.
La lista civica di Carlo Masci sembra avere molte assonanze, non solo nel nome, con il movimento lanciato da Luca Cordero di Montezemolo: Italia Futura, collocato nell'area centrista del Terzo polo ma in posizione antagonista al Pdl di Berlusconi, mentre Masci è oggi un forte alleato del governatore Chiodi, ha aperto un dialogo serrato con Gaetano Quagliarello e ha un elettorato di riferimento che guarda più a destra che a sinistra.
Situazione fluida, appunto, dove tutto può ancora accadere. Anche l'attuale Pdl potrebbe presentarsi all'appuntamento con le urne, nel 2013, con un assetto (e forse addirittura un nome) completamente diverso da quello attuale. Molto dipenderà dalla sorte di Berlusconi cui è legato anche il cammino politico di Chiodi e dei suoi colonnelli: Castiglione, Pagano, Di Stefano. Poi ci sono le altre variabili, come il partito di Micciché, Forza del Sud, deciso a rafforzare la sua presenza in Abruzzo e a farla pesare sul tavolo delle alleanze.
Anche nel centrosinistra tutti gli scenari restano aperti. Difficile che il Pd, non dovesse andare in porto l'intesa con De Laurentiis, dopo aver saltato il giro alle scorse regionali cedendo sul nome di Carlo Costantini (Idv), rinunci ad esprimere un proprio candidato per la guida della Regione. L'uomo forte al momento è il senatore Giovanni Legnini, ma anche il capogruppo Camillo D'Alessandro coltiva ambizioni. Molti sono però gli imprenditori e i professionisti di area che potrebbero rappresentare il jolly al momento opportuno.
Ma la domanda iniziale posta da Masci resta: Pescara vale il 65% del Pil dell'intera regione, ma non esprime un presidente da tempo. Dall'Adriatico potrebbe dunque emergere un nome a sorpresa.

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