PESCARA. «Se un'azienda pubblica aumenta le spese, taglia i lavoratori, perde quote di mercato, offre prodotti di qualità negativa, è impensabile un premio di risultato a un manager anche a fronte di un bilancio in pareggio: nessun sindacalista, anche il più arrabbiato, si sognerebbe di chiederlo». Paolo Castellucci è il segretario provinciale della Cgil, scorre il bilancio della Asl di Pescara e dice che sono i numeri «di brillante chiarezza» a condannare la gestione D'Amario: secondo la Cgil, tra il 2008 e l'anno scorso, sono cresciute le spese che avrebbero dovuto essere tagliate con l'accetta e cioè «i costi amministrativi e degli organi della Asl che sono aumentati quasi del doppio, da 5 milioni 678 mila euro a 8 milioni 364 mila».
«Negli ultimi due anni», spiega Castellucci, «la Asl ha avuto un aumento di contributi statali di 29 milioni 350 mila euro. Sempre negli ultimi due anni, la spesa per il personale è stata tagliata di 8 milioni 475 mila euro ma adesso ci sono 491 posti, previsti sulla carta ma scoperti. E a causa della carenza di personale, i carichi e i ritmi di lavoro sono ormai ai livelli di guardia e i rischi, per i lavoratori e i pazienti, aumentano. Ma c'è di più», avverte Castellucci, «la mobilità passiva è passata dai 21 milioni 152 mila euro del 2008 ai 27 milioni 47 mila del 2010 mentre la mobilità attiva da 20 milioni 947 mila euro del 2008 a 19 milioni 982 mila del 2010: vuol dire che abbiamo regalato ad altre regioni più di sette milioni di euro e non è poco». In crescita, dice la Cgil, anche la spesa per la sanità privata, sia ospedaliera che specialistica: «È salita», spiega Castellucci, «da 102 milioni e 846 mila euro del 2008, ai 113 milioni 748 mila euro del 2010». Insieme alle spese, dice il segretario Cgil, «si sono allungati i tempi delle liste d'attesa. È proprio difficile vedere ragioni, oggettive ed etiche, per giustificare "premi" a pochi eletti».
Dopo i numeri, Castellucci fa tre domande al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, commissario alla Sanità: «Quali condizioni l'hanno spinta a un giudizio così positivo sui risultati della Asl tanto da determinare un sostanzioso premio economico al direttore generale Claudio D'Amario (34 mila euro, ndr)? La risposta che conosciamo», dice Castellucci, «è il pareggio di bilancio. Così, la seconda domanda a Chiodi è questa: ma è possibile giudicare l'operato della Asl che ha lo scopo di garantire i livelli essenziali di assistenza, di incrementare la qualità dei servizi, di sostenere e sviluppare le eccellenze, di incrementare la propria capacità di attrazione verso l'esterno, soltanto in funzione del bilancio? E poi», continua il sindacalista, «è possibile farlo senza valutare i fattori che hanno permesso questo "strabiliante" risultato e le ricadute sui servizi? Chiodi si è fatto paladino della meritocrazia, della qualità e dell'efficienza: io non ho niente da dire», conclude Castellucci, «se a fronte di obiettivi straordinari raggiunti si riconosce un premio all'artefice di questi risultati ma, stavolta, di quali risultati parliamo?».