Avezzano. Marciapiedi scarsamente illuminati, poca sicurezza: il calvario continua
MARSICA - Due o tre vicende stanno per far cambiare volto ai collegamenti via treno e su gomma nell'Abruzzo interno. Le complanari su Roma vanno a ritmo spedito ed è stato annunciato il collegamento imminente treno- interporto di Avezzano Sì, ma è tutto troppo lento, troppe chicchiere e poche immediate realizzazioni. Da domenica scorsa la circolazione dei treni sulla linea Pescara - Roma, è tornata alle condizioni ante incendio a Roma Tiburtina, anche se con qualche differenza, ma i pendolari chiamano in causa i politici abruzzesi, le istituzioni ed annunciano proteste. «Basta con i convegni, gli incontri, basta con i silenzi dei politici d'Abruzzo; la civiltà di un Paese, si misura dai servizi che i governanti offrono ai cittadini: trasporti, istruzione, sanità, giustizia». Inizia con queste affermazioni un documento di un gruppo di pendolari della Avezzano - Roma, diffuso alla stampa, nel quale spicca la firma della dottoressa Rita Tabacco, funzionario del Ministero dei Lavori pubblici e pendolare da oltre trent'anni. «L'incendio, triste episodio, avvenuto nella stazione di Roma Tiburtina - si legge nella nota - ha portato gravi disagi ai pendolari, ma l'evento ha dimostrato che è possibile far tornare a Roma Termini molti treni. L'Abruzzo, settore Trasporti, per un breve periodo, ha ridato dignità alla Pescara - Roma». Ma allora, si chiede la Tabacco, «perché i deputati e i senatori abruzzesi componenti le Commissioni trasporti alla Camera ed al Senato non hanno provveduto subito a fare spazio ai convogli dei lavoratori e degli studenti a Roma Termini? Perché e chi lo decide, che dopo le ore 20 nessun collegamento ferroviario sia attivo tra la Marsica e Roma? E poi, parliamo di turismo nei convegni; è una vergogna». Dal giorno 9 scorso, prosegue il documento, «si è tornati alla stazione Tiburtina; si attestano i treni d'Abruzzo agli ultimi binari; si perdono così molti minuti preziosi per raggiungere autobus e metro, attraverso scalinate ripide e pericolose, mentre viaggiatori più fortunati raggiungono presto dai primi binari». Inoltre, sottolinea la pendolare, «non c'è sicurezza a Tiburtina; ci si chiede se viene rispettata la normativa in materia. Non c'è acqua, non si vedono pattuglie di polizia né sulle piattaforme di arrivo e partenza».