PESCARA. Una minorenne multata sull'autobus di linea numero 2 perchè sorpresa senza biglietto ma, a detta del genitore che ha avviato un contenzioso con la Gtm, mai identificata dal controllore secondo la procedura prevista dalla legge 689 del 1981. «Tutto in barba alla procedura descritta proprio da un controllore della Gtm sul Centro del 5 ottobre che, a margine dell'articolo della 12enne multata e lasciata sola alla stazione, spiegava che è d'obbligo per il personale rintracciare i genitori della minorenne multata». Invece, spiega il genitore, non solo non è stato contattato, ma non ha neanche ricevuto il preavviso di verbale: ha saputo di quella multa solo un mese e mezzo dopo, con una raccomandata della Gtm. Ma la figlia quindicenne nega e lui, che in effetti non ha ricevuto nessun preavviso, scrive all'ufficio legale della Gtm opponendo proprio questa contestazione. L'ufficio legale gliene manda una copia, ma il cittadino risponde ancora, facendo rilevare che su quel preavviso, redatto dal controllore che avrebbe multato la ragazzina quel giorno, mancano luogo e orario, la stessa data di nascita del genitore è sbagliata e non c'è la firma della figlia multata. Per questo l'uomo chiede ancora l'annullamento del verbale, richiamandosi alla legge 689 del 1981 e sostenendo che, di fronte alla mancata identificazione, «qualsiasi minorenne» ha potuto rilasciare quei dati. Niente da fare. Una settimana fa l'ufficio legale della Gtm gli fa recapitare l'ingiunzione di pagamento: la multa è passata da 40 a 151 euro. Ma lui non molla, si rivolgerà al giudice di pace e intanto esprime «solidarietà ai genitori della minorenne abbandonata considerato che, seppur in maniera diversa, ho vissuto la stessa loro vicenda».