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Data: 12/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Psicologa minacciata, Cordoma a giudizio. Assunzioni pilotate, il sindaco di Montesilvano accusato di tentata concussione

Sotto processo anche l'ex direttore e il presidente del cda dell'Azienda speciale per il servizi sociali Deborah Ferrigno

PESCARA. Pressioni su una psicologa per spingerla a lasciare il proprio incarico o ad accettare una riduzione di mansioni per far posto a un collega più vicino agli amministratori: è per tentata concussione che il sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma è stato rinviato a giudizio nell'ambito dell'inchiesta su presunte assunzioni pilotate nell'azienda speciale per i servizi sociali ex Deborah Ferrigno. Per lo psicologo Giuseppe Rasetti, il giudice per l'udienza preliminare ha deciso di non procedere perché il fatto non costituisce reato.
Comincerà il 7 febbraio del prossimo anno, un nuovo processo per il sindaco Pasquale Cordoma che è stato rinviato a giudizio dal giudice per l'udienza preliminare Gianluca Sarandrea insieme all'ex direttore dell'azienda speciale Nicola Grimaldi e al presidente del consiglio di amministrazione dell'ex Deborah Ferrigno Paola Sardella, tutti accusati di tentata concussione. Definitivamente chiarita, invece, la posizione dello psicologo Giuseppe Rasetti.
Secondo l'accusa rappresentata dal pm Gennaro Varone, Grimaldi avrebbe cercato di costringere una psicologa assunta nell'Azienda speciale per i servizi sociali a tempo determinato a lasciare il proprio incarico o ad accettare un cambio di mansione per fare posto a un altro psicologo, vicino ai vertici del Comune. L'intera azione, dice l'accusa, sarebbe stata concertata insieme al sindaco Cordoma e il magistrato contesta che la donna sarebbe stata minacciata di licenziamento «al solo scopo di liberare posti in cui inserire propri fidelizzati».
Nell'aprile 2008 la psicologa licenziata è tornata a lavoro ma, intanto, sono iniziate le udienze preliminari per tentata concussione. Ieri sera, intorno alle 19.30, il verdetto del giudice Sarandrea che ha mandato a processo Cordoma, Grimaldi e Sardella.
Per il sindaco di Montesilvano, il procedimento dell'Azienda speciale sarà il secondo processo in dibattimento dopo l'inchiesta sul siluramento del dirigente Costantino Di Donato per cui Cordoma deve rispondere di abuso d'ufficio e le cui udienze sono iniziate venerdì 7 ottobre. Ma il sindaco che, dopo Enzo Cantagallo, si era presentato ai cittadini sotto la bandiera della legalità dicendo «con me mai più inchieste», è indagato complessivamente cinque volte. Il suo nome è finito nell'inchiesta dei rifiuti Ecoemme in cui, accanto al consigliere comunale e regionale Pdl Lorenzo Sospiri, che più di tutti ha premuto per la candidatura a sindaco di Cordoma, è accusato di corruzione.
Secondo l'accusa, l'Ecoemme è stata gestita «in palese illegalità» dal giorno della sua nascita senza una gara d'appalto: «una posizione egemonica e monopolistica», sostiene la procura, che avrebbe garantito agli imprenditori dei rifiuti di Spoltore, i Di Zio, «un vantaggio di sette milioni di euro».
Ma il sindaco di Montesilvano è nei guai anche per i concorsi truccati con le soluzioni che sarebbero state passate ai candidati amici la notte prima degli esami.
Infine, si trova ancora nella fase delle indagini preliminari, la vicenda che riguarderebbe il trasferimento di nove dipendenti, tutti iscritti alla Uil, per i quali Cordoma viene accusato di abuso d'ufficio.

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