PESCARA. Il processo dei rifiuti si celebrerà a Pescara, a Teramo o a Roma? E' la sede il primo nodo da sciogliere nel procedimento che vede imputati l'ex assessore regionale Venturoni, i senatori del Pdl Tancredi e Di Stefano e gli imprenditori Di Zio.
Il giudice per l'udienza preliminare Luca De Ninis ha ascoltato le eccezioni sulla competenza territoriale sollevate dai tanti avvocati arrivati nell'aula 5 per assistere gli 11 imputati, più la società Deco, accusati a vario titolo di peculato, corruzione e abuso d'ufficio. De Ninis, dopo un'udienza preliminare di tre ore, ha rinviato la decisione sul trasferimento al 25 ottobre alle 10. Perché un'altra sede? Il processo sui rifiuti intreccia politica e presunte tangenti che ruotano attorno alla costruzione di un impianto di bioessicazione da realizzare a Teramo aggirando l'appalto pubblico. In aula, ieri pomeriggio, c'era solo Lanfranco Venturoni, l'ex assessore alla Sanità, oggi capogruppo Pdl in Regione, arrestato ai domiciliari il 22 settembre insieme all'imprenditore Rodolfo Valentino Di Zio. L'udienza è partita con la richiesta da parte degli avvocati di Venturoni - i teramani Guglielmo Marconi e Lino Nisii - e di Rodolfo Valentino ed Ettore Ferdinando Di Zio assistiti da Giovanni Di Biase, di spostare il processo a Teramo perché il peculato, il reato più grave, sarebbe stato commesso lì. Una scelta a cui si sono associati anche i legali degli altri imputati tra cui Massimo Cirulli che assiste il senatore Fabrizio Di Stefano, uno dei nomi altisonanti finiti nell'inchiesta condotta dal procuratore capo Nicola Trifuoggi e dai pm Anna Rita Mantini e Gennaro Varone. Per l'accusa Venturoni, all'epoca presidente del cda della Team, avrebbe fatto ottenere alla Deco dei Di Zio la costruzione e la gestione di un impianto di bioessiccazione aggirando l'appalto pubblico. Per raggiungere quell'obiettivo si sarebbero prodigati anche i senatori Di Stefano e Paolo Tancredi accusati, come Venturoni, di corruzione: per i pm Di Stefano avrebbe sollecitato un versamento in favore di un candidato al Parlamento europeo ricevendo poi 5 mila euro, mentre Tancredi avrebbe sollecitato a Di Zio un contributo elettorale di 20 mila euro per la candidatura a sindaco di Teramo di Maurizio Brucchi. Quel contributo sarebbe stato erogato alla sede del Pdl a Roma ed è per questo che il legale di Tancredi, Renato Borzone, ha chiesto che il processo venga spostato a Roma o in subordine a Teramo. I pm hanno replicato che la competenza per i nomi più importanti dell'inchiesta è di Pescara e lo spiegheranno in maniera più approfondita in una memoria. Hanno accolto, invece, la sede teramana per gli imputati accusati di abuso d'ufficio. De Ninis deciderà il 25 ottobre ma il processo dei rifiuti, prima di entrare nel vivo, dovrà risolvere il nodo della competenza com'era accaduto per il processo Del Turco per cui i legali avevano chiesto il trasferimento, poi vanificato, ad Avezzano o all'Aquila.