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Pescara, 10/04/2026
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Data: 12/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Nasce la Macroregione adriatica. Ieri l'esame dell'Unione europea, in Italia ne fa parte anche l'Abruzzo

Il presidente delle Marche Spacca ha presentato a Bruxelles il parere per l'approvazione del progetto

PESCARA. E' sulla dirittura d'arrivo la nuova strategia europea che punta alla creazione della Macroregione Adriatico-Ionica, un'area che raggruppa le regioni (fra cui l'Abruzzo per l'Italia) degli gli otto Paesi che si affacciano sull'Adriatico e sullo Ionio e che si propone di coordinare le risorse disponibili sul bilancio dell'Unione europea 2012-2013 in una «prospettiva sinergica e di governance condivisa».
Il presidente della Regione Marche e relatore in Europa della proposta di parere per il riconoscimento di questa macroregione, Gian Mario Spacca, ha presentato il parere, ieri a Bruxelles, per l'approvazione in via definitiva da parte del Comitato delle Regioni, che si è riunito in seduta plenaria. Un'approvazione che, ha detto Spacca, permetterà al «Parlamento europeo e soprattutto alla Commissione Ue di avviare il monitoraggio su quest'area per favorire l'integrazione tra le misure attualmente esistenti in funzione di questa governance multilivello e quindi degli obiettivi che la stessa macrostrategia si propone».
Questa macroregione diventerà la terza che si costuitisce in Europa dopo quella del Baltico e del Danubio. «Queste macroregioni», ha spiegato il presidente delle Marche, «possono rafforzare il processo di coesione europea, soprattutto nelle aree più deboli».
I vantaggi di una simile strategia sono molteplici. «Ci sono motivazioni molto forti per sostenerla», ha proseguito Spacca elencandone i principali punti di forza. «Anzitutto, la Macroregione adriatico-ionica è importante perché rimette in collegamento due sponde, quindi i territori intorno a due mari che sono stati lungamente separati per tutto il periodo della guerra fredda».
«In questo modo», ha detto ancora Spacca, «il mare Adriatico e il mar Ionio tornano a essere uno spazio comune di crescita e di sviluppo e non più una linea di frontiera come era stato a partire dalla seconda guerra mondiale fino alla caduta del Muro di Berlino».
Inoltre, la strategia favorisce il processo di inserimento dei Paesi in pre-adesione di quell'area, poiché, ha spiegato il presidente delle Marche, «oggi c'è uno spazio vuoto che è costituito proprio dall'area balcanica-adriatica», e consente di «attivare processi di sviluppo sostenibili e quindi di consolidamento dell'economia in un'area che è particolarmente fragile».
Infine, ha affermato Spacca, «questa strategia si inserisce anche nel processo di cooperazione del Mediterraneo e potrebbe agevolare progressivamente la creazione di una strategia macroregionale ancora più grande che riguarda (appunto) il Mediterraneo».
Con l'approvazione, ieri, del Comitato delle Regioni, si partirà con il piano d'azione, che mette insieme tutti i progetti con le varie forme di sostegno finanziario che in questo momento sono attivate dai diversi Paesi e dalle loro regioni, camere di commercio, università, città di questa area adriatica. Si tratta, in altri termini, di un piano d'azione che dovrà accompagnare il processo di riconoscimento della macroregione, previsto nel 2014, quando l'Italia avrà la presidenza di turno dell'Unione europea.
Nel frattempo, il presidente della Regione Marche ha voluto rassicurare la Commissione eruopea sul fatto che questa strategia «non è una furbizia tutta latina per cercare di avere più finanziamenti»: «Noi facciamo questa strategia macroregionale perché siamo autenticamente preoccupati di partecipare al processo di rafforzamento di coesione europea e quindi siamo disponibili a integrare le politiche locali, regionali e nazionali in un quadro strategico macroregionale che favorisca il rafforzamento dell'Europa».

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