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Data: 12/10/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
Tramvia ai privati l'ultima idea del Comune di Firenze

L'UNICO passo avanti è la volontà di tutti di provare a trattare: del sindaco Renzi e dei sindacati che finalmente ieri si sono visti. La novità è che se si privatizzerà Ataf non si venderanno solo i bus, ma anche il tram. L'azienda ha il 49% di Gest, la società di gestione della tramvia, e metterà in palio anche la sua quota: c'è da giurare, ha detto Renzi, che a quel punto gli acquirenti si troveranno. Per il resto, buona volontà, è la sintesi ottimista. Posizioni lontane, è la realtà. Sia per Ataf che per il Maggio, le due vertenze esplosive del momento. Renzi ha chiamato i sindacati in Palazzo Vecchio. Alla fine ci si è appellati al senso di responsabilità si è sperato che se sono rose fioriranno. Anche se per ora ci sono molte spine. Alla rsu dell'Ataf il sindaco ha dato una settimana di tempo per dire di sì o si vende subito. IL SINDACO ha dato appuntamento verso le 18 ai segretari confederali, Mauro Fuso per la Cgil, Roberto Pistonina per la Csil e Vito Marchiani per la Uil. Poi a ruota, alle 19 ma per i ritardi del primo incontro si è slittati alle 20, alla rsu dell'Ataf. Renzi ha fatto le sue proposte, niente di sostanzialmente nuovo. È rimasto fermo sui suoi punti. Sacrifici per tutti, la situazione è grave. Per l'Ataf, ha detto, bisogna risanare l'azienda in ogni caso, che la si voglia mantenere pubblica o privatizzarla. Anche se ha lasciato sul tappeto la possibilità di mantenerla pubblica se davvero i sindacati accordassero importanti cambiamenti nell'organizzazione e nel costo del lavoro. Per il Maggio, ha ripetuto, è necessario sfrondare la Fondazione pur senza licenziare e ha accennato ai 130 dipendenti di troppo già evocati insieme alla sovrintendente Colombo. Bisogna anche risparmiare 2 milioni e 200 mila euro entro l'anno, vedi sospensione del contratto integrativo da settembre a dicembre che Renzi calcola alleggerisca gli stipendi di meno del 7% mentre la rsu del Maggio, che pone come condizione per qualsiasi trattativa il ritiro della sospensione, denuncia una perdita del 25% per ogni stipendio perché il taglio è condensato in soli 4 mesi. D'altra parte già prima che iniziasse la riunione, Renzi aveva detto: «Il Maggio rischia di diventare la più grande crisi industriale di questa città. Tutti devono fare dei sacrifici, non è vero che la sovrintendente non ne facci, si taglia il suo stipendio del 15% fino a fine anno». Quanto all'Ataf le proposte di Renzi si rifanno a quanto già mandato a dire agli autisti: se volete lasciare Ataf in mano pubblica dovete tagliare il costo del lavoro. Ieri è sceso nei particolari. Gli autisti scelgano, ha detto: o ridurre di 12 giorni gli 84 giorni di riposo annuo, o allungare ogni turno di 15 minuti fino a raggiungere 37 ore settimanali già meno delle 39 del contratto nazionale ma più delle 35 ore e mezzo lavorate adesso (che peraltro i sindacati sostengono essere solo le ore di guida effettiva cui aggiungono quelle degli spostamenti da bus a bus e di preparazione delle vetture prima di uscire dal deposito fino a arrivare alle regolari 39 ore). Dopodiché il sindaco chiede 52 esuberi tra gli impiegati da coprire con ammortizzatori concessi dal Regione perché i lavoratori del trasporto pubblico non ne hanno. E si scaglia contro l'assenteismo, proponendo di dare il premio di risultato intero solo a chi sta assente meno di 3 giorni l'anno e di decurtare la quota in carico all'azienda dall'indennità di chi si ammala a ridosso di ferie o festività. Proposte che è inevitabile vengano giudicate dagli autisti molto onerose. Tanto da lasciar prevedere che, se il sindaco pensa che l'azienda possa restare in mani pubbliche solo a queste condizioni, tornerà in ballo la privatizzazione. Ma in questo caso si privatizza l'Ataf o si partecipa alla gara regionale per il gestore unico di tutti i trasporti toscani? Tutte le ipotesi sono aperte, ha detto il sindaco. I tre segretari hanno commentato che da ambe le parti c'è la volontà di trattare,e che siè tutti responsabili. Nessuna porta chiusa, dunque, ma posizioni per ora molto lontane, hanno detto. D'altra parte, non saranno loro a decidere, i segretari daranno appoggio e sostengo, ma toccherà ai tavoli di trattativa, alle rsu di Ataf e del Maggio, ai sindacati di categoria, concludere. Se mai si riuscirà a concludere. Su questo, pur con tuta la buona volontà, nessuno ci giura. Quanto alla rsu Ataf, il tempo limite di una settimana per decidere viene giudicato molto stretto. Americo Leoni della Faisa punta sull'ottenere più soldi a chilometro dalla Regione. Renzi si dice soddisfatto dall'incontro anche l'assessore Saccardi che seguirà la trattativa.

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