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Data: 12/10/2011
Testata giornalistica: La Stampa
Ferrovie senza soldi. Il futuro può attendere

Gli 80 milioni di euro che servono per l'elettrificazione della tratta ferroviaria Aosta-Torino? «Non ci sono, inutile illudersi. E difficilmente arriveranno, vista l'ultima manovra del Governo». La notizia è stata data ieri dall'assessore regionale ai Trasporti Aurelio Marguerettaz, a margine dell'incontro convocato con i rappresentanti di Trenitalia, Ferrovie dello Stato, sindacati e associazioni dei consumatori. Lo Stato ha chiuso i rubinetti dei fondi destinati al trasporto ferroviario, causando non pochi problemi in tutte le regioni, soprattutto in quelle che avevano sottoscritto un contratto con Ferrovie dello Stato e che, in mancanza dei soldi ministeriali, non potranno onorare. «Noi, per fortuna - ha rassicurato Marguerettaz -, non abbiamo di questi problemi. Anche se la mancanza di risorse statali ci spinge a rivedere totalmente i progetti sul lungo periodo e a ricalibrare la tabella di marcia dei lavori». Dei 40 milioni di euro già trasferiti da Roma alla Regione, una parte era stata destinata ad attività strutturali di medio calibro, come la risistemazione di alcuni tratti di binari, in funzione e in attesa di trasferimenti più sostanziosi con cui realizzare le grandi opere. «Adesso le priorità cambiano e dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo in tasca - chiarisce Marguerettaz -. Quindi, con i soldi che ci sono, ritengo opportuno procedere quanto prima all'acquisto dei treni bimodali che ci consentirebbero di risolvere il problema del cambio treno a Ivrea o a Chivasso, e di sostituire i vecchi treni che spesso sono la causa principale dei disagi tra i passeggeri. Inoltre, concertando il tutto con i sindacati e con la Regione Piemonte, bisogna evitare, almeno per il momento, di disperdere i fondi che ci restano in tanti piccoli lavori di manutenzione». I bimodali non sono ancora omologati per la circolazione in Italia, i tempi previsti sono di circa 4 anni. Nel frattempo, i pendolari che viaggiano da e verso Torino dovranno continuare a cambiare a Ivrea o a Chivasso. Questa soluzione, nata come provvisoria e da sempre osteggiata dai valdostani, sarà definitiva. Lo hanno annunciato ieri i vertici di Trenitalia e Ferrovie dello Stato, evidenziando che «al momento non è possibile pensare a un'altra soluzione». «Cambiare a Ivrea non significa solo perdere 10 minuti di tempo ha evidenziato Bruno Albertinelli della Federconsumatori Valle d'Aosta -, perché il Movicentro della stazione eporediese non è attrezzato e crea notevoli problemi agli anziani e ai portatori di handicap che devono fare i conti con un ascensore troppo spesso guasto e con la mancanza di segnaletica».

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