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Data: 12/10/2011
Testata giornalistica: L'Unione Sarda
Tutti contro Trenitalia. Il declino parallelo di ferrovie e territorio

Provincia e Comuni di Iglesias, Carbonia e Villamassargia fanno fronte comune contro i disservizi di Trenitalia: insieme si presenteranno alla Regione per chiedere la firma del contratto di servizio con la società monopolista del trasporto nazionale su rotaie. La guerra sarà «oltre il colore politico»: il Sulcis rappresenta il 35 per cento dell'utenza sarda e Viale Trento ha investito su tre centri intermodali riducendo i bus. IL SOPRALLUOGO Il patto è scaturito ieri mattina nel sopralluogo della commissione provinciale Trasporti alla stazione ferroviaria di Iglesias. Con loro anche l'assessore Giudo Vacca, i consiglieri Marco Cau, ed Emanuele Madeddu, il sindaco di Iglesias Ginetto Perseu e l'assessore alle Attività produttive Gian Marco Eltrudis. I politici si sono alzati presto, come i lavoratori che ogni giorno in via Garibaldi salgono sul treno delle 8,19. L'INCONTRO La delegazione ha incontrato il comitato dei "Pendolari di Iglesias e Carbonia". Francesca Demartis e Anna Maria Litta hanno riferito le condizioni che ogni giorno gli utenti vivono sulla pelle: «Carenza nelle informazioni, soppressione delle corse, assenza delle condizioni minime di sicurezza nelle carrozze sottodimensionate per l'afflusso e, spesso, senza aria condizionata». Le stesse problematiche che la settimana scorsa il comitato ha discusso con Sandro Tola, direttore regionale di Trenitalia. Si è dimostrato «disponibile all'ascolto» con la raccomandazione di segnalare i disservizi. La via migliore è scrivere: il telefono indicato sul sito ufficiale ieri era staccato e quello segnato sull'elenco telefonico per la direzione cagliaritana di via Roma 6 è inesistente. DISAGI A VILLAMASSARGIA Intanto a Villamassargia, a 10 minuti di rotaie dal blitz, ad aspettare i pendolari per lo scambio c'erano solo due vagoni. Il risultato si legge su Facebook: «gente in piedi» per tutte le fermate successive fino a Cagliari.

Il declino parallelo di ferrovie e territorio

Signori, si scende. Il sistema ferroviario del Sulcis Iglesiente sembra avviarsi stancamente verso il capolinea, sbuffa come una delle tante littorine che si trascinano lentissime sulle rotaie ottocentesche dell'Isola. Ogni giorno per lavoratori e studenti pendolari il viaggio in treno diventa un'avventura con incubi compresi nel prezzo del biglietto. Negli ultimi due secoli qualità dei trasporti e declino del territorio hanno viaggiato sui binari paralleli. Nel Sulcis delle miniere, del lavoro salariato e della ricchezza, le ferrovie funzionavano, i treni partivano da e per Cagliari a tutte le ore. Il Sulcis di oggi, quello delle fabbriche chiuse, della disoccupazione e della povertà è terra di centri intermodali vuoti, di vagoni sporchi, di orari e coincidenze che non coincidono. Per i pendolari la vita è durissima. Dopo innumerevoli tagli nel numero delle corse, svariati piani di riorganizzazione dei servizi e integrazioni malriuscite tra autobus e treni, la provincia più povera della Sardegna paga l'ennesimo prezzo (alto) alla crisi economica e politica. I rappresentanti del territorio (parlamentari e consiglieri regionali) fanno quel che possono. Poco. Chi viaggia in treno invece si fa in quattro, sopporta disagi e disservizi. Come uscire da questa situazione? Da qualche anno sono di gran moda i centri intermodali. Quello di Iglesias è parcheggiato nei cassetti della burocrazia, quello di Carbonia stenta a decollare. Insomma, il sistema dei trasporti sulcitano rallenta sempre di più e - giochi di parole a parte - procedendo in questa direzione rischia di finire su un binario morto.

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