TERAMO. Secondo l'Arpa non sarebbe stata una mattinata fuori dal normale quella dello scorso 10 ottobre quando diversi passeggeri dell'autobus delle 7.25 diretto da Val Vomano a L'Aquila sono rimasti senza posto per l'affollamento del bus (leggi l'articolo), in concomitanza con l'inizio delle lezioni universitarie e quindi del flusso di studenti nel capoluogo.
«I passeggeri saliti a Val Vomano», spiega una nota dell'azienda, «sul bus Arpa che effettuava la corsa mattutina sulla Giulianova-Teramo-Roma non avevano prenotato il posto, quindi l'overbooking non c'è stato per responsabilità dell'azienda che non poteva prevedere la necessità di un'eventuale corsa bis al momento della partenza del bus dal capolinea».
L'Arpa ricorda infatti che vige l'obbligo della prenotazione per viaggiare sulle corse dirette a Roma, «anche per i passeggeri saliti a Val Vomano che hanno scelto volontariamente di viaggiare su un bus in cui non c'era più posto a sedere, pur essendo stati avvisati dal conducente. Per loro la scelta era tra viaggiare in piedi o attendere due ore per la corsa successiva delle 12,30».
«L'autobus», precisa inoltre l'Arpa, «non viaggiava stracolmo, ma semplicemente con tutti i posti a sedere disponibili occupati»