Tredici a dodici ed è passata la paura. Tutto come previsto al Consiglio provinciale di ieri. L'equilibrio di bilancio è stato approvato col voto decisivo di Lino Ruggero, consigliere che ha lasciato Pescara futura (perché in aperto dissenso con l'assessore Ruggieri in fatto di lavori pubblici) e approdato al gruppo misto, restando nel centrodestra. Testa ha tirato un sospiro di sollievo ma l'emergenza non è finita: tutto sta a vedere quanto il presidente saprà fare per consolidare una maggioranza che si regge su un solo voto in più. «Sono in arrivo sedute roventi sull'assestamento di bilancio e sul bilancio di previsione, sarà quella la vera prova del nove per Testa» ha commentato con sano realismo Toni Castricone, Pd. Il presidente sapeva e sa di doversi guardare dagli alleati più che dai nemici e in effetti la seduta di ieri ha evidenziato più d'un mal di pancia nel centrodestra. «Cambiamo marcia, lo dico a Testa e ai dirigenti, se ci sono allenatori incapaci vanno esonerati» ha detto Santucci, Udc. In sintonia Cola, Pescara futura: «Chiedo più partecipazione all'azione di governo» ha detto difendendo Ruggieri. Il più implacabile è stato Gianni Teodoro (Fli) che ha accusato la maggioranza di non avere visione di governo e, soprattutto, di non saper spendere le risorse che pure ci sono. «Avete impegnato lo 0,6% dei fondi in conto capitale e il 54% delle spese correnti, avanzano 6 milioni in cassa che potrebbero essere utili per molte opere». Accuse identiche sono partite dai banchi dell'Idv con Di Lorito, «andate sui giornali solo perché c'è la crisi». Il Pdl s'è difeso con Angelo Faieta, protagonista di un siparietto con Teodoro da lui chiamato «cavaliere professore». Ruggero ha spiegato le ragioni del suo riposizionamento dopo l'uscita da Pescara futura, ha evidenziato i debiti fuori bilancio «eredità del centrosinistra» e ha invitato la maggioranza a fare «un tagliando di metà mandato» per ricalibrare le future scelte. Esortazione condivisa da chi crede che la politica sia confronto e non braccia alzate al momento del voto. «Altro che tagliando, qui rischiate di rifare la macchina» hanno incalzato ancora Teodoro e poi l'Idv. Testa prima del voto ha ringraziato «i contributi costruttivi al dibattito» promettendo di continuare secondo il principio delle tre erre, «rigore, risanamento, responsabilità» ha detto stimolando la replica della Allegrino: «Servono idee, progetti e programmi». Il Pd con il capogruppo Di Marco, Tocco, Gennari ha criticato la maggioranza in particolare su strade e Alberghiero, invitandola a risolvere i problemi al proprio interno: «I 46 comuni del territorio hanno bisogno di una guida». Già, hai visto mai si va tutti a casa.