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Data: 13/10/2011
Testata giornalistica: Il Mattino
Acms, per 140 unità torna lincubo licenziamenti

Come un film già visto ricompare la spada di Damocle dei licenziamenti per Acms, l'azienda della mobilità e dei servizi di Caserta. Proprio come è avvenuto alle metà di quest'anno, con un provvedimento traumatico poi riconvertito in cassa integrazione grazie alla migliore disponibilità dell'Amministrazione Provinciale, la gestione commissariale guidata da Francesco Fimmanò ha ancora una volta aperto la procedura di mobilità per 140 dei 148 lavoratori già in lista di attesa e destinati a lasciare il servizio alla fine di quest'anno. Dai tagli si sono salvati soltanto 8 dipendenti che avevano le carte in regola per essere collocati in quiescenza. La decisione è stata comunicata ieri mattina dal referente della gestione commissariale Benedetto Cardillo ai sindacati di categoria rappresentati da Colombo per la Cgil, Medici per la Cisl, Sperlongano per la Uil e Donato per la Ugl: una decisione che secondo la direzione dell'azienda è stata assunta nei termini di legge ed in via del tutto cautelativa in mancanza di certezze per il prossimo anno sia per quel che riguarda le decisioni delle organizzazioni sindacali che delle istituzioni ,in particolare la Regione Campania. «Se non fosse stato avviato il procedimento - ribadiscono all'Acms- ci sarebbero stati forti pregiudizi per la continuità dell'esercizio, rischi che avrebbero potuto sinanche aprire le porte al fallimento». Pur tuttavia, l'ultimo, assai pesante intervento di Fimmanò ha comportato una forte decurtazione dei livelli occupazionali , per una pianta organica che finora era stabilizzata sulle 450 unità. Ieri, come si diceva, è scattata la prima verifica, ci saranno adesso ulteriori incontri tra le parti sociali per portare avanti una trattativa che sin da adesso si preannuncia del tutto complicata. Anche se circolano insistenti le notizie di fonte regionale con l'impegno dell'assessore regionale Nappi, sarebbe intenzionata ad estendere gli ammortizzatori sociali a tutte le aziende del Tpl per la crisi del settore, a partire dal prossimo anno. Un indirizzo che, se portato a buon fine, potrebbe in qualche modo porre rimedio ad un'emergenza che per Acms si sta rivelando di giorno in giorno sempre più acuta. Lo dimostrano peraltro le condizioni estremamente precarie in cui sta operando la società, presa tra due fuochi. Perchè se da un lato restano tutte ancora da definire le manovre per rilanciare il servizio attraverso un nuovo piano provinciale dei trasporti, dall'altro a protestare sono gli stessi dipendenti in cassa integrazione a causa dei ritardi per la corresponsione dei trattamenti salariali deliberati ad agosto. «Ci sono stati problemi di ordine amministrativo e burocratico perché la pratica ha subito rinvii durante il periodo estivo- spiegano alcuni dirigenti di Acms- praticamente le carte sono state esaminate soltanto dopo il primo settembre». Proprio per trovare qualche risposta a tal proposito, nella giornata di ieri le sigle di categoria hanno anche tenuto un incontro chiarificatore col dirigente dell'Amministrazione provinciale Picaro che avrebbe annunciato l'integrazione di una parte degli stipendi a breve termine, al massimo quindici giorni. Situazione insomma del tutto critica per Acms che alimenta peraltro forti preoccupazioni a breve termine. Secondo l'Ugl, addirittura già entro ottobre ci potrebbe essere una verifica a tutto campo da parte del Commissario. Ancor più preciso è Natale Colombo segretario provinciale di categoria della Cgil. «Probabilmente entro dieci giorni Fimmanò convocherà tutti per verificare seci sono le condizioni di continuare e mettere in bonis l'azienda oppure se bisognerà portare i libri in Tribunale: una cosa è certa -ha proseguito Colombo- che i Comuni non danno il loro contributo sotto il profilo finanziario; solo per dirne una, il Comune di Santa Maria Capua Vetere deve ancora dare all'Acms 250 mila euro:per non parlare del Comune capoluog». Anche la Uil trasporti ha da ridire. «Com'è possibile che ci sia difformità tra il numero dei cassintegrati che erano al di sotto delle 120 unità -ha ribadito Enzo Sperlongano -ed il numero delle persone in mobilità che arriva a 140 addetti? La procedura adottata ieri è la stessa di quella dello scorso mese di giugno, non è cambiato niente».

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